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VII Commissione - Verbale

Seduta del 11-04-2018 ore 10:00
congiunta alla VI Commissione

 

Consiglieri componenti le Commissioni: Maika Canton, Barbara Casarin, Saverio Centenaro, Ciro Cotena, Paolino D'Anna, Alessio De Rossi, Francesca Faccini, Andrea Ferrazzi, Rocco Fiano, Enrico Gavagnin, Giancarlo Giacomin, Giovanni Giusto, Elena La Rocca, Lorenza Lavini, Marta Locatelli, Deborah Onisto, Giorgia Pea, Giovanni Pelizzato, Paolo Pellegrini, Nicola Pellicani, Francesca Rogliani, Davide Scano, Alessandro Scarpa, Renzo Scarpa, Matteo Senno, Ottavio Serena, Silvana Tosi, Chiara Visentin, Sara Visman

 

Consiglieri presenti: Maika Canton, Barbara Casarin, Saverio Centenaro, Ciro Cotena, Paolino D'Anna, Alessio De Rossi, Francesca Faccini, Rocco Fiano, Enrico Gavagnin, Giancarlo Giacomin, Giovanni Giusto, Elena La Rocca, Lorenza Lavini, Deborah Onisto, Giovanni Pelizzato, Paolo Pellegrini, Francesca Rogliani, Davide Scano, Alessandro Scarpa, Renzo Scarpa, Matteo Senno, Ottavio Serena, Silvana Tosi, Sara Visman, Maurizio Crovato (sostituisce Chiara Visentin), Bruno Lazzaro (sostituisce Nicola Pellicani), Monica Sambo (sostituisce Andrea Ferrazzi)

 

Altri presenti: Vicesindaco Luciana Colle, Dirigente Luca Barison, Funzionario Guido Iannaccone, Presidente Archeoclub di Venezia Gerolamo Fazzini, Direttore del Nucleo di Archeologia Umida Subacquea dell’Italia Centro Alto Adriatico Luigi Fozzati, Vice-presidente del Coordinamento per il recupero del Campo Trincerato di Mestre Andrea Grigoletto

 

Ordine del giorno della seduta

  1. Discussione dell'interpellanza nr. d'ordine 928 (nr. prot. 192) con oggetto "Bando di concorso - anno 2017 - per n. 60 alloggi di via Mattuglie - Località Gazzera.", inviata da Renzo Scarpa
  2. Discussione dell'interpellanza nr. d'ordine 1016 (nr. prot. 63) con oggetto "provvedimento di divieto di approdo all’isola del Lazzaretto Nuovo", inviata da Sara Visman
  3. Discussione dell'interpellanza nr. d'ordine 1017 (nr. prot. 64) con oggetto "provvedimento di divieto di approdo all’isola del Lazzaretto Nuovo", inviata da Sara Visman

Verbale

Alle ore 10: 15 il consigliere Giacomin assume la presidenza e, constatata la presenza del numero legale, dichiara aperta la seduta. Inizia dal primo punto iscritto all'ordine del giorno, l'interpellanza nr. 928 del consigliere Renzo Scarpa cui lascia la parola.

SCARPA R. spiega che si tratta della terza realizzazione dei famosi 5000 alloggi in Social housing promessi dalle precedenti Amministrazioni e che in realtà sono sotto i 100. L'Amministrazione per via Pividor, La Fontaine e via Mattuglie ha proceduto con tre bandi diversi. Questo bando apre la possibilità, per chi lavora all'interno della città metropolitana. Invece per i proponenti serve prima affrontare i problemi di chi vive nel Comune, anche perché oggi ci sono circa 6 sfratti al giorno di media, nei 365 giorni l'anno. Questa priorità ritiene non sia stata accolta. I residenti del Comune di Venezia hanno investito anche in questa realtà e allora va data priorità a chi ha residenza nel Comune: tale priorità è garantita nei due bandi del Lido ma non in questa. È allegata la comparazione dei tre bandi. È come se il Comune di Venezia si facesse carico dei problemi di un'area molto più basta. Legge le domande riportate nell’interpellanza.

COLLE spiega che i due bandi sono diversi per impostazioni: il canone sostenibile è diverso da quello calmierato. Il bando di  via Mattuglie è legato ai fondi nazionali e regionali per edificare 60 alloggi a canone sostenibile. È vero che la densità degli sfratti è rilevante ma si riserva sui sei al giorno che stanno sostanzialmente diminuendo: il dato dei sei va aggiornato. Sull'apertura alla città metropolitana spiega che è avvenuta attraverso le Politiche della residenza, grazie alle quali è stato visto che c'è una richiesta, un’ esigenza: l’idea è di agevolare chi lavora qui per implementare la residenzialità aiutando chi lavora nel territorio. Il bando è chiuso il 9 febbraio e sono arrivate due 258 domande di cui 242 da chi risiede nel Comune e 16 dall'esterno. In questo momento stanno verificando le domande.

IANNACCONE precisa che si tratta di una graduatoria provvisoria, conclusa entro il mese di aprile, mentre la definitiva uscirà i primi di giugno e poi subito dopo vi saranno le assegnazioni.

COLLE informa che la media degli appartamenti è di 70 metri quadri per circa 300€ al mese.

TOSI comprende la necessità di allargare alla città metropolitana ma chiede venga data priorità ai residenti del Comune.

COLLE risponde che l'idea è rendere residenziale chi lavora.

FIANO nota che ci sono 60 alloggi disponibili su 258 richieste, per cui è un problema sentito, un dato importante: chiede se il punteggio è razionale, con il limite di età minore di 40 anni, oppure se va a punire i più deboli; inoltre forse va privilegiato chi ha uno sfratto esecutivo.

PELLEGRINI non sa se 258 domande e 60 disponibilità siano tante o poche: chi cerca casa, sostiene, lo fa o perché non ce l'ha o per migliorare la propria condizione. La politica della Residenza dovrebbe coinvolgere anche la proprietà privata e non solo gli appartamenti di comune e Ater; va invertita la tendenza e su questo sollecita il comune.

IANNACCONE spiega che questo bando ha dei requisiti diversi da quelli classici delL’erp: la Regione controlla siano stati fatti tutti gli adempimenti.

COLLE precisa che per gli sfratti esecutivi vi sono 10 punti.

IANNACCONE precisa che i bandi speciali dell'ERP sono soggetti ad autorizzazioni regionali, in questo caso la Regione dispone le disposizioni di accesso e poi potrà fare le verifiche.

VISMAN chiede, sulla residenza in città metropolitana, se vale anche per chi lavora in città metropolitana e oggi ha residenza in altri comuni della stessa.

COLLE conferma.

Il Presidente Giacomin chiede al consigliere Renzo Scarpa se si ritenga soddisfatto rispetto al dibattito svolto.

SCARPA R. precisa che i numeri di via Mattuglie, più La Fontaine più via Pividor siano numeri esigui rispetto alle esigenze: la domanda è a quale politiche della Residenza rispondono questi bandi. La delibera di Giunta dà le intenzioni, come riportate anche nell'interpellanza: non sono solo gli sfratti che preoccupano ma anche una politica dei prezzi che viene decisa dalla giunta. Se in questi alloggi possono andarci 16 famiglie non residenti, magari costringendo 16 residenti ad ad andare fuori del Comune, per cui è il Comune di Venezia che dovrebbe farsi carico delle famiglie sfrattate in altri Comuni che hanno sempre i 10 punti per sfratto. Alla fine chiede quindi se il saldo sarà positivo, considerata l’emergenza abitativa del Comune. Per questi motivi non è soddisfatto delle risposte: non è solo colpa di questa Amministrazione ma qualche responsabilità c’è. Afferma che manca una politica della residenzialità per riuscire a trattenere i residenti attuali e favorirne di nuovi.

COLLE precisa che nei criteri di punteggio sono comunque avvantaggiati i residenti: c'è un bilanciamento. Adesso vedranno con le verifiche che stanno facendo. È una politica dei piccoli passi. Su via Mattuglie precisa che un piccolo lotto è stato acquisito da una cooperativa che farà appartamenti. Sugli ERP la legge regionale subirà un rallentamento perché non sono ancora pronti i regolamenti attuativi.

GIUSTO, sul discorso della città storica, afferma che c'è un contatore in calo continuo ma che è falso in quanto non palesa la residenza e non comprende ad esempio di domicilio. Questa città è diventata un business, con un’invasione di chi investe nell'immobile e allora si è in molti ma molti meno di 54.000. Il vero danno c'è sul patrimonio privato, come dice il consigliere Pellegrini: è diventato business turistico che porta il mercato fuori portata. I veneziani veri, afferma, saranno 20-25.000, che hanno orgoglio e dignità. La stragrande maggioranza se n'è già andata: è un obbligo riconoscere e dare ausilio ai veneziani.

PELIZZATO chiede al consigliere Giusto se intende dire che dei 54.000 indicati dal contatore molti  hanno la residenza qui per affittare a turisti.

GIUSTO risponde di sì di: il problema è chi prende la residenza per creare business.

Alle ore 11:15 la Presidente GIACOMIN, esaurito il primo punto iscritto all'Ordine del Giorno, passa alla trattazione del secondo e del terzo, praticamente identici, lasciando la parola alla consigliera Visman per l'illustrazione delle interpellanze.

VISMAN spiega che le interpellanze nascono quando viene posto il divieto di approdo all'Isola del Lazzaretto nuovo, poi riaperto e risolto, ma in realtà l'interpellanza voleva già farla. Passa in lettura l'atto. Si sofferma sul Teson grande, dove sono raccolti moltissimi reperti. Oggi la situazione non è regolamentata: serve fare luce su questi valori enormi, non solo culturali, per valorizzare l'isola serve una gestione unitaria.

Crovato afferma che si tratta di un problema nato 40 anni fa, un tema che risale al 1976 quando i militari abbandonarono l’isola e nel 1978 quando col fratello furono nominati sovrintendenti per l'Isola e scoprirono che la ditta di pulizia stava sottraendo pezzi di storia. Ringrazia i volontari che hanno fatto sì che l'isola, con i lavori di guardiania, di custodia e pulizia, per 40 anni sia diventata una realtà culturale, un qualcosa che esiste in città. Chiede siano date delle garanzie e delle risposte: per il futuro chiede che venga presa in considerazione questa esperienza, con quello che sarà il futuro bando.

ONISTO afferma di conoscere bene il tema: si è verificato una sorta di cortocircuito amministrativo. Archeoclub svolge un'importante attività regolarizzata fino a ieri, oggi questo patrimonio di persone e associazioni non va disperso. C'è un legame, una progettualità tra i due Lazzaretti, in vista del futuro Museo della Storia di Venezia. Tutto questo patrimonio va messo assieme e collegato in un progetto, con la Sovrintendenza.

GIUSTO ringrazia chi ha dato continuità e resa possibile l'esistenza dell'isola, cioè Fazzini che ha investito su questo la propria vita. Un obiettivo insperato e oggi raggiunto. Invita a visitarla e a fare sopralluogo. Gli ospiti di quest'isola vengono da tutto il mondo: il Teson grande ci riporta al medioevo, è un monumento cittadino. Su quell’isola non hanno creato business ma mantenuto inalterato il valore della stessa, per cui è obbligo avere un pontile e la fermata. L'isola va fruita. Hanno costruito un museo che è gratuitamente visitabile e allora va posta sull'isola l'attenzione che merita. Quelle persone vanno aiutate non danneggiate.

FAZZINI spiega anche negli anni c'è stata una collaborazione dei cittadini veneziani che ringrazia. Sono state avviate attività che rendono l'isola visitata dai cittadini tutto il mondo: ad esempio dagli studenti dell’Università di Perth, in Australia, che da 5 anni vengono in isola. A fronte di tutti questi eventi ed attività, che rendono l'isola unica, va detto che la situazione istituzionale e giuridica dell'isola li preoccupa. Il pontile è solo un esempio. Il vuoto istitutivo sta creando problemi. Da un punto di vista giuridico-istituzionale, va definita la situazione. Il Lazzaretto Vecchio è assegnato al Polo museale di Venezia: come Archeoclub non chiedono la concessione del Lazzaretto nuovo, ritengono che forse la soluzione migliore sia l’assegnazione dello stesso al Polo museale del Veneto, per creare una rete museale.

GRIGOLETTO fa notare che è il decreto del 1976 che trasferisce l'isola dal Demanio militare a quello civile. La volontà dello Stato è che i due Lazzaretti fossero Polo museale. Poi c'è stata la vertenza tra militari e Amministrazione, con una sentenza della Cassazione. Oggi l'amministrazione comunale si ritrova proprietaria: la soluzione è la concessione d'uso gratuito per 30 anni al Mibact e al Polo museale del Veneto. Il mibact poi applicherà il codice dei beni culturali facendo una gara con tutte le possibilità di valorizzazione.

FAZZINI precisa che l'isola è aperta al pubblico e vi sono delle scuole che vi si recano all’interno degli itinerari educativi; c’è un problema di uso del pontile e altri problemi relativi alla concessione allo scavo: su questo chiede una risposta.

SCARPA R. afferma che, di solito, in questi casi si fa una mozione oppure il Vice Sindaco si fa carico di portare il problema in Giunta.

COLLE risponde che non è semplice: i tempi sono ristretti e si sta ragionando con Soprintendenza e Polo museale che hanno idee vicine alle nostre, che prevedono procedure di evidenza per una parte. Conosce la vicenda e la decadenza del pontile. L'approdo è su concessione demaniale marittima e l'isola resta fruibile. Il Comune si è messo in mezzo per dare una mano. Non è interdetto il transito sul pontile. È una questione che non c'entra con la valorizzazione dell'isola. Ma non se la sente di dare una tempistica perché i tempi non dipendono dell'amministrazione ma dalla Sovrintendenza: si tratta di scavi archeologici. Per firmare gli atti servono dei titoli che, al momento, non ci sono. Chiede chi abbia firmato finora.

FAZZINI risponde che finora hanno firmato loro come titolari di scavo, con una sorta di autocertificazione. Ora la sovraintendenza ha detto che il Comune deve rinunciare alla titolarità e ai diritti su 20 metri quadri di scavo: c'è una Circolare Ministeriale che lo chiede.

COLLE afferma che bisogna fare trasparenza su questo.

FAZZINI spiega si tratta di un problema formale di firma e di titoli.

CROVATO, sull'ordine dei lavori, chiede venga coinvolto il Consiglio comunale per una risposta e per quanto proposto da Grigoletto.

SCANO chiede perché non si sia ipotizzato un provvedimento provvisorio di custodia a favore di Archeoclub per legittimarlo nella presenza.

FOZZATI spiega che la proprietà era civile, non militare: poi i militari la mettono ingiustamente in vendita.

COLLE precisa che la prelazione è fatta su un bene dello stato.

Il Presidente Giacomin chiede alla consigliera Sara Visman se si ritenga soddisfatta rispetto al dibattito svolto. Annuncia si farà un’altra commissione.

VISMAN spiega che la situazione è urgente: propone un ordine del giorno in Consiglio per velocizzare e garantire nel frattempo le attività dell'isola.

ONISTO, sull'ordine dei lavori, spiega che si debbono tutelare gli scavi: chiede un provvedimento provvisorio che consenta di procedere con gli scavi.

COLLE su questo non vede urgenza visto che l'hanno fatto finora.

SCARPA R. chiede se la rinuncia alla firma del dirigente sia avvenuta su indicazione della Giunta.

COLLE risponde affermativamente, ma non vede l'urgenza.

FAZZINI precisa che oggi la Sovrintendenza chiede questa rinuncia formale.

VISMAN si ritiene parzialmente soddisfatta: chiede un’ulteriore commissione.

Alle ore 12: 25 il presidente Giacomin, esaurito l'ordine del giorno e non essendoci ulteriori domande, dichiara chiusa la seduta.

 

 

 

 

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A cura della segreteria della Commissione
Pubblicato il 22-08-2018 ore 07:51
Ultima modifica 22-08-2018 ore 07:51
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