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V Commissione - Verbale

Seduta del 06-11-2017 ore 16:00

 

Consiglieri componenti la Commissione: Luca Battistella, Maika Canton, Barbara Casarin, Felice Casson, Saverio Centenaro, Maurizio Crovato, Paolino D'Anna, Alessio De Rossi, Francesca Faccini, Andrea Ferrazzi, Gianpaolo Formenti, Giancarlo Giacomin, Giovanni Giusto, Lorenza Lavini, Bruno Lazzaro, Marta Locatelli, Davide Scano, Alessandro Scarpa, Renzo Scarpa, Matteo Senno, Sara Visman

 

Consiglieri presenti: Luca Battistella, Maika Canton, Saverio Centenaro, Maurizio Crovato, Paolino D'Anna, Alessio De Rossi, Francesca Faccini, Andrea Ferrazzi, Gianpaolo Formenti, Giancarlo Giacomin, Giovanni Giusto, Lorenza Lavini, Bruno Lazzaro, Davide Scano, Alessandro Scarpa, Renzo Scarpa, Matteo Senno, Elena La Rocca (sostituisce Sara Visman), Deborah Onisto (sostituisce Marta Locatelli), Paolo Pellegrini (assiste), Nicola Pellicani (sostituisce Felice Casson), Francesca Rogliani (sostituisce Barbara Casarin), Monica Sambo (convocato), Silvana Tosi (assiste)

 

Altri presenti: Assessore Massimiliano De Martin, Dirigente Mario Scattolin, Funzionario Sebastiano Varponi, Dirigente servizio politiche ambientali Città Metropolitana Massimo Gattolin,

 

Ordine del giorno della seduta

  1. Discussione della mozione nr. d'ordine 244 (nr. prot. 26) con oggetto "EMERGENZA INQUINAMENTO ATMOSFERICO DA POLVERI SOTTILI-COLLEGATA AL PUNTO 1) DEL C.C. DEL 25.02.2016 ", inviata da Monica Sambo
  2. Discussione della mozione nr. d'ordine 150 (nr. prot. 92) con oggetto "Emergenza inquinamento dell'aria nel Comune di Venezia", inviata da Sara Visman
  3. Discussione dell'interpellanza nr. d'ordine 717 (nr. prot. 72) con oggetto "Attivazione torce Versalis.", inviata da Renzo Scarpa

Verbale

Alle ore 16.10 la presidente Lavini, constatata la presenza del numero legale, dichiara aperta la seduta ed invita la consigliera Sambo ad illustrare il primo punto all’ordine del giorno.

SAMBO premette che la questione era collegata ad uno dei punti della seduta del Consiglio comunale dove si era deciso di discuterne in commissione. I dati descritti sono pervenuti da alcune associazioni cittadine mentre la richiesta di discussione era arrivata da alcuni medici che avevano segnalato l’aumento di tumori infantili nel territorio comunale. Legge quindi alcuni stralci dell’interpellanza per rendere noto ai commissari l’importanza dell’argomento. Conclude ricordando che il Sindaco è l’autorità responsabile della salute pubblica del suo Comune e per conseguenza deve attivare le verifiche ed i controlli necessari.

SCATTOLIN comunica di aver contattato il responsabile della prevenzione malattie dell’Ulss 3 per conoscere il grado di rischio verso le componenti più fragili della popolazione. Da ciò è emerso che durante i periodi di alta pressione atmosferica che sono più frequenti e più lunghi negli ultimi anni, sono incrementate le patologie allergiche  e dell’apparato respiratorio, evidentemente conseguenti all’aumento delle polveri nell’aria. In generale le misure applicate, evidenziano la presenza di sostanze ma il fattore scatenante è l’alta pressione che consente il ristagno prolungato nell’aria. Possono essere attuate misure di contenimento che non portano a miglioramenti ma servono ad attenuare il fenomeno perché di certo non si eliminano le fonti dell’inquinamento. L’Ulss parla di fenomeni allergici e respiratori provocati dalle polveri sottili ma sono fenomeni co-fattoriali.

VARPONI spiega che sono stati effettuati dalla Capitaneria di Porto dei controlli a bordo delle navi  ed il risultato è stato che quasi tutte le navi usano carburanti a basso contenuto di zolfo quando entrano dalle bocche di porto; questi dati sono pubblici, resi noti dall’Autorità portuale. Rileva che solo una nave non ha aderito all’accordo sull’uso dei carburanti ma questa ha effettuato un solo passaggio a Venezia. Sarebbe auspicabile che tutte le navi avessero degli abbattitori e dei filtri ma il Comune non ha la competenza per imporre questa strumentazione. Ci sono tre centraline di rilevamento a Murano di cui una è stata spostata all’Abate Zanetti ed una in Sacca Serenella, una centralina in Rio Novo; la campagna di monitoraggio continua e l’Arpav tutti i giorni pubblica i dati sul sito internet. Le misure emergenziali sono già applicate, è stato lanciato il codice arancio su tutto il territorio comunale e con le piogge di questi giorni il codice è stato retrocesso a verde. 

SCARPA Renzo rileva che la situazione descritta presenta un pesante inquinamento nella città ed il suo territorio; è dal 2013 che l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro che conferma che, anche se l’inquinamento è basso, incide sulla malattia. Questo è il fondamento della mozione: la situazione di pericolo persistente. La tendenza è l’aumento dei periodi di alta pressione che comporta il peggioramento della situazione. La centralina posta in Rio Novo ha già rilevato il superamento dei limiti di legge e su questo l’attività portuale incide per circa il 18% ed è uno degli aspetti sui quali bisogna intervenire; come affermato dalla consigliera Sambo quando ha reso noto che chi frequenta le bocche di porto lamenta che le navi cambiano carburante troppo vicino alle stesse. L’inquinamento da smog è uno dei rischi inseriti nel gruppo uno per i tumori.
Alle ore 16.35 escono i consiglieri Lazzaro e Senno.

DE MARTIN prende atto che seppur datata, l’argomento della mozione impone una riflessione; la questione dell’inquinamento è di grande scala; ad oggi sui 44 comuni della città metropolitana, solo 7 hanno adottato azioni contro l’inquinamento; fa presente che il Venice blu flag è esteso per tutto l’anno e le compagnie crocieristiche sono passate da 10 a più di 40 e che l’accordo è su base volontaria; a suo parere sono migliorabili anche i filtri installati nelle navi. Propone di portare in conferenza dei capi gruppo un testo condiviso da inviare, una volta approvato dal Consiglio comunale, da inviare al governo per incentivarlo a migliorare la soluzione di questo problema. Sulla mobilità rende noto che i mezzi elettrici ed ibridi non sono ancora presenti in grande scala; la rete di alimentazione delle navi ormeggiate va migliorata; la città di Venezia è ultra monitorata, altri comuni no. Una centralina di rilevamento costa circa 33.000 euro che comunque vanno spesi vista l’importanza dei dati che rileva. Per l’aspetto sanitario il dottor Selle diceva che era difficile partire con un dato preciso, con indagini epidemiologiche perché le variabili sono moltissime e c’è il rischio di creare panico ingiustificato. L’Asl non ha evidenziato aumenti di ricoveri in pediatria per questioni respiratorie ma è giusto evitare situazioni di crisi acute; ad oggi nessuno ha evidenziato questa problematica. Il ministro Galletti afferma che non si può imporre un piano antismog a tutti i comuni; ci sono dei limiti legati ad esempio alle caldaie che producono il 60% di inquinamento nella città, il 2% è provocato dall’attività aeroportuale; il 15% dai mezzi di trasporto; per risolvere tutto questo bisogna lavorare per far cambiare i comportamenti ai cittadini. Per i trasporti pubblici annuncia che al Lido partirà l’esperimento di mettere in linea dei mezzi a trazione elettrica. La regione ha stanziato 300.000 per tutti i comuni euro per la cartellonistica per limitare gli accessi ai centri cittadini.

SAMBO considera importante la mozione, per approfondire l’argomento propone di convocare una riunione anche con la terza commissione competente per la sanità pubblica e l’Asl  oppure che venga inviata in Consiglio comunale.

CENTENARO accoglie l’invito della consigliera Sambo con l’accordo di non discuterla in Consiglio comunale.

LAVINI prende atto di quanto emerso dal dibattito e propone di reinviare in Consiglio comunale la mozione discussa ed invita gli interpellanti ad illustrare il secondo punto all’ordine del giorno.

SCANO premette che la mozione analizza un’altra fonte di inquinamento qual’è l’attività aeroportuale; rende noti i risultati del monitoraggio effettuato dalle centraline installate da Save. Prende atto che il binomio produzione, impresa e lavoro confliggono con la tutela dei cittadini, dalla nascita di Porto Marghera ad oggi. Si parla della produzione di 400 tonnellate di CO2 al giorno che equivalgono a 23.000 autovetture che percorrono 100 chilometri al giorno con motore diesel. Le polveri PM10 sono prodotte anche dai motori degli autoveicoli ed alcune di queste vetture producono anche micropolveri. Nella mozione si chiede di impegnare in un confronto l’Enac ed alla programmazione di interventi anche nei territori limitrofi all’aeroporto; a suo parere la questione rappresentata nella mozione è ancora valida; non si chiede di aprire un conflitto con le attività produttive ma quanto accaduto a porto Marghera ha lasciato un surplus di sensibilità tra i cittadini.
Alle ore 17.15 esce il consigliere Ferrazzi.

GATTOLIN Massimo afferma che il Comune di Venezia in Città Metropolitana non è solo nella battaglia che fa. , in città metropolitana che fa. Per il coordinamento di azioni tra i comuni esiste un tavolo tecnico zonale come legame tra ciò che viene deciso a livello regionale e quanto attuato a livello comunale. Da Luglio si è fatta opera di persuasione con la Regione per avere delle misure omogenee; di sicuro c’è un ritardo nelle amministrazioni più piccole ma si lavora perché si adeguino almeno per la limitazione del traffico come a Venezia ed altri quattro comuni. Le misure più sono adottate in modo omogeneo e coordinato e più sono efficaci; evidenzia lo scollegamento col Codice della Strada. Sulle autorizzazioni ci sono controlli negli impianti che producono emissioni con una politica più restrittiva; si chiede sempre l’adozione di filtri e si impongono dei limiti che derivano dalle capacità di abbattimento e conseguente costante opera di manutenzione. Queste sono le azioni ed anche i limiti della città metropolitana; negli ultimi dieci anni c’è stato un trend leggermente discendente della concentrazione di queste sostanza inquinanti.   

ONISTO chiede se esiste una programmazione delle rilevazioni ambientali e se sono state fatte delle verifiche.

GIACOMIN prende atto che l’inquinamento deriva  principalmente all’attività aeroportuale, marittima e dalla mobilità ma queste portano anche progresso e di conseguenza gli interventi devono essere mirati e qualcosa è stato fatto. Chiede se anche i piccoli comuni della città metropolitana adottano qualche intervento, e se può la città metropolitana indirizzarli su questi temi; infine domanda se il Comune sfora le normative nazionali.

GATTOLIN spiega che la questione del vasto territorio metropolitano viene affrontata suddividendolo in zone; sono individuati i comuni con più di 30.000 abitanti; il trasporto pubblico locale che coinvolge i 4 comuni di Venezia, Chioggia, Mira e S. Donà. Venezia e Mira ed i comuni più vicini a Mestre hanno deciso di aderire all’attuazione di limitazione del traffico. Qui si tratta di vedere, dato che la diffusione delle centraline di rilevamento è decisa da Arpav, se spingere verso una ulteriore diffusione o se intervenire nelle zonizzazioni con l’individuazione di misure più dettagliate.

DE MARTIN rende noto che esistono già dei dati rilevati da Enac e dall’università di Ca’ Foscari e da Arpav; Arpav ha installato una centralina fissa a Murano poi le altre vengono anche spostate nelle aree adiacenti l’aeroporto e si può verificare sul sito il programma di rotazione degli spostamenti; il peso dell’inquinamento dell’aeroporto incide fino al 2 %.

LAVINI invita, a seguito del dibattito avvenuto, il consigliere Scano a riflettere su cosa fare della mozione e cede la parola al consigliere Scarpa Renzo per l’illustrazione della interpellanza iscritta al terzo punto dell’ordine del giorno.
Alle ore 17.35 escono i consiglieri Onisto e Centenaro.

SCARPA Renzo dichiara che ripetutamente sono state attivate le torce da Versalys per più giorni e senza una comunicazione, il fatto ha generato grande preoccupazione tra la popolazione.

SCATTOLIN replica che sugli episodi specifici che avvengono nell’area del petrolchimico la competenza è di Arpav e dei Vigili del Fuoco; sono episodi inquadrati come normalità o per fermi tecnici o per piccoli problemi di manutenzione e si accendono in determinati momenti per questioni di sicurezza; da sempre avviene così. Arpav ha fatto delle indagini con i Vigili del Fuoco perché queste operazioni sono sembrate eccessive.

DE MARTIN sostiene che l’interpellanza è circostanziata e con dati relazionati e puntuali.

VARPONI spiega che bruciare la sostanza in torcia è una questione di sicurezza, si tratta di una miscela di etilene. I tecnici Arpav non hanno rilevato picchi di inquinamento, questo genere di attività non ha provocato nessun inquinamento significativo; le comunicazioni sono state fatte alla Prefettura come previsto dall’accordo del 2011; negli ultimi 8 anni si sono presentati alcuni disservizi ma sempre nel rispetto dei limiti concordati.

SCARPA Renzo afferma che di principio, dopo un incidente simile, con una risposta dopo 7 mesi     è difficile dirsi soddisfatti, con questo atto rileva la necessità di un maggior controllo delle attività del territorio; 300.000 chili di etilene e propilene possono impressionare e questa non è salute distribuita ai cittadini. Evita di esprimere la dichiarazione di soddisfazione o meno perché ritiene comunque utile si sia discusso della questione.

Alle ore 17.55 la presidente Lavini dichiara chiusa la riunione.  

 

 

 

 

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A cura della segreteria della Commissione
Pubblicato il 05-02-2018 ore 11:11
Ultima modifica 05-02-2018 ore 11:11
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