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I Commissione - Verbale

Seduta del 22-02-2018 ore 09:30

 

Consiglieri componenti la Commissione: Maika Canton, Felice Casson, Saverio Centenaro, Ciro Cotena, Paolino D'Anna, Andrea Ferrazzi, Rocco Fiano, Enrico Gavagnin, Giovanni Giusto, Elena La Rocca, Marta Locatelli, Deborah Onisto, Giorgia Pea, Paolo Pellegrini, Francesca Rogliani, Monica Sambo, Davide Scano, Alessandro Scarpa, Matteo Senno, Ottavio Serena, Chiara Visentin

 

Consiglieri presenti: Saverio Centenaro, Ciro Cotena, Paolino D'Anna, Rocco Fiano, Enrico Gavagnin, Giovanni Giusto, Elena La Rocca, Deborah Onisto, Francesca Rogliani, Monica Sambo, Davide Scano, Alessandro Scarpa, Matteo Senno, Ottavio Serena, Maurizio Crovato (sostituisce Paolo Pellegrini), Alessio De Rossi (sostituisce Chiara Visentin), Giancarlo Giacomin (sostituisce Marta Locatelli), Bruno Lazzaro (sostituisce Andrea Ferrazzi), Giovanni Pelizzato (sostituisce Felice Casson), Silvana Tosi (sostituisce Maika Canton)

 

Altri presenti: Presidente del Consiglio Ermelinda Damiano, Direttore Francesco Vergine, Funzionario Tiziano Michieletto, Funzionario Matteo Perale

 

Ordine del giorno della seduta

  1. Prosecuzione dell'esame della Proposta di Deliberazione PD 391 del 23/10/2017: Regolamento interno del Consiglio comunale. Modifiche, integrazioni e nuova denominazione.

Verbale

Alle ore 9: 50 la consigliera Sambo assume la presidenza e, constatata la presenza del numero legale, dichiara aperta la seduta. Ricorda che si è arrivati all’articolo 6 di cui sono stati fatti i Commi 1 e 3 e si è saltato il 2, per cui propone di riprendere da quest’ultimo.

DAMIANO interviene sull'ordine dei lavori e propone di dare un metodo per ogni articolo: non farebbe più un intervento comma per comma ma due interventi per consigliere per articolo.

DE ROSSI condivide: poi il proponente raccoglierà le varie istanze ma si deve cercare che non si ripetano gli interventi. Chiede di gestire la commissione con una programmazione per evitare tempi troppo lunghi. Afferma che il Regolamento comunale ha una ricaduta relativa sulla cittadinanza e nota un possibile danno erariale per le troppe commissioni fatte.

PELIZZATO interviene sull'ordine dei lavori e tiene a precisare che in queste commissioni la discussione non è mai stata ostruzionistica ma esattamente l'opposto.

CROVATO, sull'ordine dei lavori, accoglie la proposta della presidente Damiano e ritiene sia più giusto valutare nella globalità ogni articolo. La discussione non è una perdita di tempo ma serve darsi dei tempi.

FIANO afferma che bisogna sgomberare la mente e bisogna uscire dalla logica attuale. Come minoranza non sono ostruzionistici ma se si impone la tolleranza zero verso la minoranza si inasprisce la discussione. 

SAMBO afferma che le metodologie sono già state condivise nella seconda commissione svolta dopo quella illustrativa. Ricorda che anche il consigliere Lazzaro aveva ricordato che in passato si faceva comma per comma, spostando gli emendamenti alla fine della discussione, e nessun consigliere in quell'occasione aveva obiettato su questo. Anche altrove si fa così. Quindi si era condivisa quella linea. Per la prossima volta valuterà ma per ora propone di fare comma per comma.

DE ROSSI ribatte che allora, di conseguenza, valuterà come comportarsi e quale richieste fare alla Presidenza del consiglio.

SAMBO riprende dal comma 2 dell'articolo 6 e chiede di prevedere un intervento da parte del Consiglio stesso quando, o meglio dopo, che sia intervenuto il Sindaco perché quasi sempre si apre un dibattito necessario. Crede che se il sindaco da comunicazioni ci debba essere la possibilità per i consiglieri di intervenire, così come prevedono altri regolamenti. O come consigliere oppure uno per gruppo o come da accordi avvenuti durante la riunione dei capigruppo nel caso in cui l'intervento del sindaco sia preventivato.

TOSI fa presente che la consigliera Sambo ha ripetuto 4 volte la stessa cosa.

SAMBO ribatte che non si può sindacare sugli interventi e chiede rispetto.

CENTENARO chiede che il comma 2 resti tale e quale: gli interventi del Sindaco sono sempre doverosi e poi il Consiglio può decidere se affrontare o meno il tema con una mozione d'ordine. Chiede di andare avanti e di presentare eventuali emendamenti.

PELIZZATO chiede cosa stiano a fare se il metodo è quello promosso dal consigliere Centenaro, se il Regolamento è chiuso basta saperlo. Poi sulla mozione d'ordine per gli interventi del Sindaco ricorda che e l'eventuale mozione è votata dalla maggioranza e allora reputa la proposta del consigliere Centenaro poco democratica: per questo chiede si possa approvare quanto chiesto dalla presidente Sambo, anche normandolo per pochi minuti.

TOSI fa sapere che non intende mancare di rispetto se dice che ogni intervento deve essere sintetico e non noioso. Su quanto proposto dalla presidente Sambo afferma che ha ragione ma al massimo propone 5 minuti per gruppo.

DAMIANO afferma che nel comma 1 è normato quanto avviene sempre e che il consigliere Centenaro ha solo detto che se la volontà è tener fermo quel comma allora vanno fatti degli emendamenti senza perdere tempo, come per il comma 2. Il Consiglio è sempre sovrano e resta con i suoi poteri.

DE ROSSI chiede alla Segreteria Generale di ricordare se sia possibile una mozione d'ordine e che non si vuole chiudere la bocca nessuno. Va bene se c'è una lettura organica del Regolamento ma sul metodo, su quello su cui non si è d'accordo si fanno emendamenti e poi si decide in Consiglio.

FIANO ritiene legittimo che il Presidente non cambi idea ma è altrettanto legittimo anche discuterne. Ricorda che il Regolamento deve tutelare la maggioranza e la minoranza, che va garantita. Non si sta parlando di una delibera su cui si vota ma di una comunicazione del Sindaco per cui si deve poter almeno poter intervenire. Si meraviglia della posizione rigida del consigliere Centenaro.

CROVATO spiega che il termine “comunicazione” non vuol dire dibattito, poi il Consiglio è sovrano e si può fare la discussione con altri strumenti.

LA ROCCA accetta che la “comunicazione” sia cosa diversa dal dibattito ma allora tiene a precisare che se non serve una risposta non ha senso inserirla, se non serve ad interloquire. Si può anche eliminare il comma 2 perché se c'è allora si presuppone la volontà dei Consiglieri di parlare e di altri di non volerne far parlare.

GIUSTO afferma che in questo caso si stia perdendo del tempo e che è bene lasciarlo così perché si parla di “comunicazione”. Chiede di andare avanti, si tratta di comunicazione all'interno del luogo che per primo è deputato ad assumere le comunicazioni.

SAMBO chiede di passare all'esame del comma 4.

MICHIELETTO inizia l'illustrazione del comma 4 dell'articolo 6.

SCANO chiede come si sposi con questo l'articolo 7 bis comma 3 che dice che le interrogazioni sono illustrate dal proponente.

SAMBO chiede se non c’'è alcuna possibilità di accordo come si fa ad affrontare l'interrogazione e poi cosa fare per rispettare le procedure dell'articolo 7 bis.

DE ROSSI afferma che più che rispettate forse sia meglio il termine “esaurite” le procedure del 7 bis.

PELIZZATO chiede precisazioni sul fatto che se il Sindaco o l'Assessore toccano alcuni temi citati nelle interrogazioni allora la Presidente del Consiglio appaia quelle interrogazioni e le dichiara esaurite.

MICHIELETTO precisa che va fatto richiamo all'interrogazione e ci si rifà all'articolo 7-bis: allora ci può essere la sospensione da parte della Presidente per consentire all'interrogante di illustrare l'interrogazione.

DE ROSSI afferma che in questo modo c'è prima una risposta e poi l'illustrazione: lo ritiene un controsenso.

VERGINE afferma che non è cosa contraddittoria: se durante la seduta viene toccato un argomento di un'interrogazione allora la Presidente del Consiglio rihiama l'articolo 7 bis, prima ancora della risposta dell'Assessore o del Sindaco e il consigliere deve essere presente.

DAMIANO fa un esempio concreto: nel caso si tratti una proposta di delibera che richiama alcuni atti ispettivi ancora in giacenza; va vista così non tanto sulle comunicazioni quanto sulle proposte di delibera.

LAZZARO afferma che molte volte in Consiglio viene detto che il consigliere ha un'interpellanza in piedi e allora può essere un'occasione per parlarne anche col sindaco.

LA ROCCA ritiene che il presupposto è che non sia data risposta e se si arriva in Consiglio allora è un tipo di risposta sbagliata. Se uno prepara un atto che viene affrontato magari dopo 2 anni, all'improvviso, non sa quando prepararsi senza un accordo preventivo. Allora sono sbagliati i presupposti: inoltre è contraria anche perché se si richiede una risposta scritta qui può essere data orale.

DE ROSSI afferma che in questo modo viene dato grande risalto agli atti ispettivi di ogni singolo consigliere: un gran lavoro in più per la Presidente e una forma di rispetto del consigliere, per cui ritiene debba rimanere così

TOSI chiede che il comma debba essere riscritto in modo più specifico: le sta bene il concetto ma ritiene debba andare preparato di concerto con il consigliere; così è troppo aleatorio, chiede al Direttore Vergine di riscriverlo, serve un accordo.

SCANO nutre dei dubbi: capisce la ratio di snellire e soddisfare le interpellanze pendenti ma non si capisce se la norma soddisfi questa esigenza. Combinata con l'articolo 7 bis è poco chiara: prima è prevista la sospensione per illustrare o sugli interventi di altri consiglieri, come previsto dal comma 1 dell'articolo 7 bis, allora magari parlano gli altri su quel tema. Inoltre, ad esempio, 3 minuti non bastano per illustrare né per fare interventi. Comprendere la ratio ma nutre seri dubbi sul fatto che si possa rispondere bene così. Vale poi quanto detto dalla consigliera La Rocca sul fatto che uno debba comunque prepararsi, per cui ritiene serva comunque un accordo con la Presidente.

SAMBO si dichiara in accordo con la consigliera Tosi sulla richiesta di riscrivere l'articolo in modo più specifico, ad esempio per i casi citati. Inoltre sulle interrogazioni a risposta scritta servirebbe comunque un accordo col consigliere proponente e nell'articolo non è precisato che si parla di proposte di deliberazione ma anche di interventi generali che non si possono conoscere. Per questo va riscritta concordata anche per poter far partecipare o informare i cittadini interessati. Chiede poi se venga applicato anche se sono scaduti i termini.

DAMIANO precisa che ai sensi del 7 ter quelle scadute vanno in Consiglio ma si dice favorevole a poter provare a riscriverla.

PELIZZATO si dichiara d'accordo se si configura un accordo col proponente il sistema può essere valido, fermo restando che 3 minuti sono stretti ma se modificato può starci.

FIANO al contrario propone di eliminarlo in quanto per prima cosa nota le difficoltà, per il Presidente, per capire se un atto sia collegato e poi ritiene si possa decidere nella riunione dei capigruppo se c'è ad esempio una proposta di deliberazione che riguarda alcuni atti che si possono comunque decidere di mettere assieme.

SAMBO propone di passare all'articolo 6-bis.

MICHIELETTO legge l'articolo 6-bis: tiene a precisare che il comma 3 va letto assieme all'articolo 11.

SAMBO chiede nel caso in cui ci siano questi comportamenti scorretti se c'è poi un annullamento della votazione, o in quali casi avvenga. Se ad esempio nel caso di una proposta di deliberazione possa essere invalidata.

VERGINE risponde che potrebbe succedere ma bisogna vedere caso per caso.

PERALE precisa che premendo due tasti contemporaneamente si risulta non presenti e il sistema va in tilt.

DAMIANO afferma che quando un consigliere non vuota e poi alza la mano per dichiararsi allora quel voto non vale nel conteggio e viene solo messo a verbale, ma il voto non vale nel risultato.

VERGINE precisa che il voto è accettato dal sistema elettronico.

DE ROSSI domanda se non ci si possa correggere a seguito di una votazione sbagliata.

VERGINE risponde negativamente.

PERALE afferma che nel momento in cui la Presidente chiude la votazione il sistema fa delle stampe che certificano il voto.

SCANO chiede come mai gli articoli non siamo stati rinumerati.

VERGINE risponde che non è stato fatto per non cambiare la numerazione di articoli importanti, ad esempio il 17.

SCANO afferma che si può aggiungere al comma 2 una dicitura prevista per i pianisti: annuncia un emendamento su questo tema.

GIUSTO afferma che il consigliere Scano ha fatto una dichiarazione pesante sui pianisti: un fatto che non è mai successo in Consiglio e che si stanno in pratica autoaccusando.

SCANO ribatte che non ha mai detto che è stato fatto ma ha solo detto di inserirlo come emendamento.

SAMBO ricorda un fatto successo qualche Consiglio fa e messo a verbale.

DAMIANO ricorda che lascia sempre il tempo necessario per votare.

GIUSTO ritiene sia grave aver fatto mettere a verbale certe dichiarazioni in Consiglio comunale sui pianisti, dichiarazioni che infangano questo Consiglio.

LA ROCCA afferma che sono eletti per esaminare documenti e votarli, ognuno deve votare per sé e personalmente.

ROGLIANI non è d'accordo su questo: può capitare che un consigliere sia fuori postazione e stia tornando di corsa e parla per tutti: bisogna decidere, fino ad oggi non è stato fatto così.

SAMBO precisa che gli scrutatori devono verificare proprio questo.

DAMIANO afferma che per giovedì prossimo chiederà di fare tre articoli assieme.

LA ROCCA sostiene vada bene l'invito ma la trattazione così come avvenuta anche oggi è ordinata, comma per comma.

DE ROSSI condivide la proposta del presidente Damiano.

La Presidente Sambo afferma che vari consiglieri chiedono di fare comma per comma per cui si riserva di decidere e, alle ore 11: 45, non essendoci ulteriori domande, dichiara chiusa la seduta.

 

 

 

 

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A cura della segreteria della Commissione
Pubblicato il 31-07-2018 ore 10:12
Ultima modifica 31-07-2018 ore 10:12
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