Logo della Città di Venezia
Sei in: Home > Comune > Consiglio comunale archivio 2015-2020 > Commissioni consiliari > I Commissione > Archivio atti > Verbale
Contenuti della pagina

I Commissione - Verbale

Seduta del 18-12-2017 ore 14:30

 

Consiglieri componenti la Commissione: Maika Canton, Felice Casson, Saverio Centenaro, Ciro Cotena, Paolino D'Anna, Andrea Ferrazzi, Rocco Fiano, Enrico Gavagnin, Giovanni Giusto, Elena La Rocca, Marta Locatelli, Deborah Onisto, Giorgia Pea, Paolo Pellegrini, Francesca Rogliani, Monica Sambo, Davide Scano, Alessandro Scarpa, Matteo Senno, Ottavio Serena, Chiara Visentin

 

Consiglieri presenti: Maika Canton, Saverio Centenaro, Paolino D'Anna, Enrico Gavagnin, Elena La Rocca, Deborah Onisto, Paolo Pellegrini, Monica Sambo, Alessandro Scarpa, Matteo Senno, Ottavio Serena, Barbara Casarin (sostituisce Marta Locatelli), Maurizio Crovato (sostituisce Ciro Cotena), Alessio De Rossi (sostituisce Chiara Visentin), Nicola Pellicani (sostituisce Rocco Fiano), Silvana Tosi (sostituisce Giovanni Giusto), Sara Visman (sostituisce Davide Scano)

 

Altri presenti: Presidente del Consiglio Ermelinda Damiano, Direttore Francesco Vergine, Funzionari Tiziano Michieletto e Natalia Menardi

 

Ordine del giorno della seduta

  1. Esame della Proposta di Deliberazione PD 391 del 23/10/2017: Regolamento interno del Consiglio comunale. Modifiche, integrazioni e nuova denominazione.

Verbale

Alle ore 14:45 la consigliera Sambo assume la presidenza e, constatata la presenza del numero legale, dichiara aperta la seduta. Chiede alla Presidente del Consiglio se abbia sciolto le riserve in merito alle questioni in sospeso dalla riunione precedente, riguardo l'orario di chiusura delle sedute del Consiglio e la possibilità di convocare Consigli per la sola discussione delle mozioni. Riprende dal comma 3 dell’art.1.

DAMIANO risponde che è ancora in fase di valutazione..

LA ROCCA afferma che, secondo lei, le commissioni dovrebbero essere convocate con cadenze regolari, pianificate con un meccanismo e una logica di calendarizzazione maggiore, questo al fine di lavorare meglio.

SAMBO precisa che quanto detto dalla consigliera La Rocca riprende in parte quello che aveva proposto come emendamento per cui lo condivide.

LA ROCCA aggiunge che occorre un rovesciamento mentale, convocandosi ad esempio ogni settimana per le commissioni.

MICHIELETTO spiega che si tratta di un'altra impostazione rispetto a quella prevista, una scelta che comporta delle modifiche.

CENTENARO lascerebbe questo comma così com'è, perché hanno ovviamente la facoltà di prevedere un altro tipo di organizzazione ma lui lascerebbe così.

SAMBO non vede proposte di modifica per il comma 3 e passa alla lettura del comma 4 su cui propone un emendamento: chiede di aggiungere le parole “motivata e supportata da motivi rilevanti e indilazionabili”, dopo la parola “urgenza”, per evitare che i motivi urgenti siano solo per questioni organizzative, per dare un taglio più oggettivo.

DE ROSSI afferma che è difficile stabilire prima cosa sia urgente, difficile dettagliare i singoli casi.

LA ROCCA è d'accordo con la consigliera Sambo: indilazionabile è un termine oggettivo che aiuta a restringere i casi alle necessità date dalla legge. I casi d'urgenza sono pochi, riconosciuti come imprevisti e imprevedibili.

DE ROSSI chiede se il consiglio comunale si sia mai convocato in 24 ore.

VERGINE risponde affermativamente, ricordando quando fu posizionato un ordigno esplosivo vicino al Tribunale: in quel caso il Consiglio è stato convocato in 6 ore ma, ovviamente, non si tratta di casi frequenti; è un'urgenza valutata dal Presidenza del Consiglio. L'urgenza è difficile da oggettivizzare, se previsto dalla legge non può essere urgenza che va legata a situazioni non programmate né programmabili.

VISMAN afferma che per lei va bene così come scritto.

DAMIANO legge uno stralcio del regolamento di Roma che motiva la convocazione.

SAMBO fa presente che la formula da lei proposta è ripresa dal Consiglio comunale di Firenze.

DAMIANO ribatte che, a suo dire, va bene come scritto nel Regolamento di Roma più che in quello di Firenze, per cui con le parole “motivata urgenza”.

LA ROCCA aggiungerebbe in coda al comma 4 le seguenti parole: “fatta salva la necessità di incolumità e sicurezza delle persone”, proprio in caso di imprevisti imprevedibili come quelli citati dal Direttore Vergine.

DAMIANO si riserva di decidere su questo.

TOSI sostiene vada bene che per le urgenze non servono le 24 ore come sostiene la consigliera La Rocca.

PELLEGRINI concorda con la proposta della consigliera La Rocca.

LA ROCCA informa che formulerà una proposta di emendamento per la parte finale del comma 4 o in alternativa per farlo diventare un comma 3-bis.

SAMBO passa in lettura i commi 5 e 6.

LA ROCCA interviene sul comma 6 che, per coerenza con quanto ha detto prima, emenderà sempre in riferimento ai casi di urgenza.

MICHIELETTO passa in rassegna i Commi 7, 8, 9 e 10.

LA ROCCA, sui commi 9 e 10, chiede per quali motivi sia necessario specificare dove si svolge il Consiglio visto che il luogo di convocazione è già riportato nella convocazione dello stesso.

VERGINE spiega che la regola è descritta al comma 9, mentre al comma 10 è riportata l'eccezione.

MICHIELETTO riprende dall'articolo 1 bis spiegando che le sedute ordinarie riguardano il bilancio di previsione e il rendiconto, mentre quelle straordinarie sono invece tutte le altre. Informa che all’articolo 1 ter sono state apportate delle modifiche al quorum che prima era di 18 consiglieri mentre adesso è diminuito a 16; è stato aggiunto il comma 1-bis per la verifica del numero legale, è stato modificato anche il comma 2 per ricorrere ad un ulteriore appello entro 20 minuti.

CENTENARO chiede se dopo l’attesa dei 20 minuti il quorum torni a 16 o scenda a 14.

MICHIELETTO risponde 16; si conferma il quorum valido in quel momento, essendo nell'ambito della stessa convocazione. Al comma 3 si prevede la riduzione del quorum a 14.

CENTENARO sostiene di non essere d'accordo: se si fa la verifica per la mancanza del numero legale di 16, dopo 20 minuti, non serve più essere in 16 ma, a suo dire, bastano 14 presenti consiglieri per garantire il quorum.

PELLICANI non concorda con le modifiche introdotte: già la legge ha abbassato il numero di consiglieri comunali, da 46 a 36, anche per responsabilizzare gli eletti, per cui non vede la necessità di abbassare il quorum. Nel comma 1 bis inoltre è stato introdotto un elemento per evitare che cada il numero legale, si tratta di una cosa abbastanza arbitraria; il regolamento vigente ha invece una sua logica e completezza e così va mantenuto, anche per il passaggio che, ricorda, ha ridotto da 46 a 36 il numero dei consiglieri. Conclude che non vede la necessità di queste modifiche.

VISMAN concorda con quanto dichiarato dal consigliere Pellicani: è sbagliato ridurre il numero legale anche per la riduzione che c'è già stata del numero dei Consiglieri. Si dichiara inoltre contraria alla riduzione e alla verifica del numero legale dopo 20 minuti e domanda per quale motivo si sia scelto di abbassarlo. Avere una maggioranza ha un significato, per cui fare un appello e poi un altro dopo 20 minuti non è rispettoso per i consiglieri che sono rimasti: è un approccio sbagliato.

LA ROCCA concorda con la consigliera Visman, ritiene questa scelta svilente per l'organo del Consiglio comunale che è un organo politico importante che già ha perso peso negli anni. Si tratta di un brutto segnale che si da verso l'esterno: si è eletti e il proprio mandato va portato avanti. Chiede poi perché ciascun gruppo non possa chiedere la verifica per più di due volte. Ritiene opportuno riportare il quorum a 18 consiglieri anziché 16.

GAVAGNIN si dice favorevole alla struttura dell'articolo, personalmente abbasserebbe ancora di più il numero dei Consiglieri per il quorum in quanto il senso è che lo Stato deve andare sempre avanti. Ricorda che in questa amministrazione poi non è mai mancato il quorum, fatto salva una volta, mentre nelle passate amministrazioni succedeva molto spesso.

DE ROSSI chiede cosa dica il Tuel in merito e se siano a conoscenza di altri comuni hanno fatto allo stesso modo.

TOSI non capisce perché sia svilente rifare l'appello dopo 20 minuti, sostiene al contrario che sia una possibilità per riprendere i lavori; non capisce invece la valutazione del massimo due volte per gruppo per richiedere la verifica del numero legale.

CANTON sostiene che chi fa la richiesta di verifica del numero legale deve essere presente alla votazione e 20 minuti non sono tanti. Sul numero minimo a 14 chiede, per il quorum, quanto sia il minimo previsto per legge.

CENTENARO ribadisce che secondo lui quando cade il numero legale quest'ultimo deve passare a 14.

VISMAN fa sapere che potrebbe accettare l'appello dopo 20 minuti a inizio seduta ma non nel corso della stessa.

SAMBO concorda con la consigliera Visman, quando il Consiglio è avviato bisogna restare presenti. Condivide possa valere solo in caso di apertura di seduta, annuncia che su questo presenterà un emendamento se non lo presenterà la consigliera Visman.

DAMIANO spiega che la sospensione serve per dare stabilità al Consiglio: è un ragionamento trasversale che lei intende come forma di rispetto verso i lavori del Consiglio stesso, questa la ratio che sta alla base di tali proposte.

SAMBO sostiene che quando manca il numero legale a fine seduta è una scelta deliberata per non discutere delle mozioni che, di solito, sono della minoranza.

DAMIANO ritiene al contrario che tale opportunità sarà garanzia per la minoranza: quando cade il numero legale sarà il Presidente del Consiglio a fermarsi per 20 minuti per provare a farlo ripartire.

VERGINE precisa che l'articolo 38 del Tuel, al comma 2, prevede che il quorum strutturale sia di un terzo dei consiglieri: allora nel caso del Comune di Venezia si tratta di 12 come minimo previsto per legge. Il regolamento può andare sopra ai 12 ma non sotto. Sulla questione dei 20 minuti Firenze è simile a Roma: legge stralci del regolamento di Roma.

MENARDI legge il Regolamento di Firenze, per quanto riguarda la seconda convocazione.

VERGINE afferma che quella di Centenaro è un'ipotesi diversa: passare subito a 14 nel corso della stessa seduta è difficile in quanto sempre nella stessa seduta dovrebbero valere due quorum: un meccanismo che non ha trovato in altri regolamenti. Per questo il quorum scende a 14 solo per gli argomenti iscritti nella prima seduta

DE ROSSI chiede se si può ampliare da 20 minuti a 30 minuti la sospensione della seduta per chiedere la verifica del numero legale e ammette che ridurre il quorum, come ha fatto il PD a Firenze, a un terzo dei consiglieri, lo ritiene poco rispettoso.

SAMBO afferma che al contrario se si riduce ad un terzo allora potrebbe andare meglio in quanto l'opposizione, in questo caso, potrebbe arrivare alla discussione delle mozioni; allora, tenendo a precisare che lo dice con ironia, dichiara sia meglio ridurlo a un terzo.

TOSI è in disaccordo sui 30 minuti.

SAMBO, sul comma 4 dell'articolo 1 ter, chiede perché sia stato tolto il riferimento alla seduta di seconda convocazione.

MICHIELETTO informa che in passato si sono verificati dei problemi perché la seconda convocazione aveva indotto ad interpretare erroneamente, in quanto non si tratta di seconda convocazione ma di una nuova convocazione.

VERGINE specifica che una volta si convocava in prima e seconda convocazione mentre oggi non avviene più così.

MICHIELETTO precisa che si tratta di una nuova convocazione e passa in lettura l’art. 1 quater: è un’inversione rispetto al regolamento vigente che viene superato e semplificato. Passa in lettura i vari commi.

SAMBO chiede se i consiglieri abbiano indicazioni sull' articolo 1quater e ricorda la richiesta fatta alla Presidente del Consiglio per poter allargare questa commissione anche alla VII^, per quanto riguarda le questioni delle Municipalità e degli istituti di partecipazione.

VERGINE risponde che non ci sono problemi per gli articoli o argomenti che riguardano le Municipalità.

SAMBO risponde che tutto quanto non previsto dal Regolamento delle Municipalità viene rimandato al Regolamento del Consiglio comunale.

VERGINE precisa che non è convinto di questo perché allora bisognerebbe fare tutte le commissioni allargate alla VII^.

SAMBO tiene a precisare di aver riportato una richiesta pervenuta da più consiglieri, di maggioranza e opposizione: la sua è una richiesta motivata da altri consiglieri.

TOSI concorda con le richieste riportate dalla consigliera Sambo.

VERGINE precisa che non c'è nessun problema, si tratta di una scelta di metodo.

DE ROSSI recepisce la richiesta della consigliera Tosi per cui nulla osta ma serve ci sia la legittimazione della Segreteria generale.

PELLICANI concorda che allargare alla VII^, per coinvolgere più Consiglieri, può servire a migliorare il prodotto finale.

DE ROSSI chiede se sia solo per argomenti che riguardano le Municipalità e gli istituti della partecipazione.

LA ROCCA annuncia che presenterà un emendamento sull’art. 1 quater.

Alle ore 16:30 la presidente Sambo fa presente che l'esame della proposta di deliberazione proseguirà in altra seduta e dichiara chiusa la seduta.
La commissione approva.

 

 

 

 

Atti collegati
convocazione tabella presenze resoconto sintetico
leggi apri leggi
 
 
A cura della segreteria della Commissione
Pubblicato il 19-01-2018 ore 13:00
Ultima modifica 19-01-2018 ore 13:00
Stampa