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I Commissione - Verbale

Seduta del 07-12-2017 ore 09:30

 

Consiglieri componenti la Commissione: Maika Canton, Felice Casson, Saverio Centenaro, Ciro Cotena, Paolino D'Anna, Andrea Ferrazzi, Rocco Fiano, Enrico Gavagnin, Giovanni Giusto, Elena La Rocca, Marta Locatelli, Deborah Onisto, Giorgia Pea, Paolo Pellegrini, Francesca Rogliani, Monica Sambo, Davide Scano, Alessandro Scarpa, Matteo Senno, Ottavio Serena, Chiara Visentin

 

Consiglieri presenti: Saverio Centenaro, Ciro Cotena, Paolino D'Anna, Elena La Rocca, Deborah Onisto, Francesca Rogliani, Monica Sambo, Alessandro Scarpa, Matteo Senno, Ottavio Serena, Barbara Casarin (sostituisce Marta Locatelli), Maurizio Crovato (sostituisce Giorgia Pea), Alessio De Rossi (sostituisce Chiara Visentin), Francesca Faccini (sostituisce Felice Casson), Giancarlo Giacomin (sostituisce Enrico Gavagnin), Bruno Lazzaro (sostituisce Andrea Ferrazzi), Nicola Pellicani (sostituisce Rocco Fiano), Silvana Tosi (sostituisce Maika Canton), Sara Visman (sostituisce Davide Scano)

 

Altri presenti: Presidente del Consiglio Ermelinda Damiano, Direttore Francesco Vergine, Funzionario Tiziano Michieletto

 

Ordine del giorno della seduta

  1. Esame della Proposta di Deliberazione PD 391 del 23/10/2017: Regolamento interno del Consiglio comunale. Modifiche, integrazioni e nuova denominazione.

Verbale

Alle ore 9:55 la consigliera Sambo assume la presidenza e, constatata la presenza del numero legale, dichiara aperta la seduta. Ricorda che la proposta di deliberazione è stata già illustrata nella commissione precedente e propone di procedere articolo per articolo presentando eventuali emendamenti in corso di discussione, verbalizzandoli per poi definirli nel dettaglio tra una commissione e l'altra, firmandoli prima della riunione successiva. Gli emendamenti, propone, vengono scritti articolo per articolo. Ribadisce che questa è la sua proposta per procedere con le commissioni al fine di evitare di tornare indietro agli articoli iniziale. Ritiene questo un metodo concreto di lavoro.

CENTENARO spiega che dev’esserci uno spirito di massima collaborazione, propositivo e rispettoso delle parti. Propone quindi di analizzare tutti gli articoli e solo alla fine proporre tutte le proposte di ogni consigliere che vanno discusse in commissioni ad hoc.

DE ROSSI concorda col consigliere Centenaro, in quanto guardare ogni singola modifica è più difficile.

CROVATO concorda col consigliere Centenaro sullo spirito collaborativo: il regolamento deve essere snello, democratico e funzionale, serve trovare un metodo di lavoro condiviso.

PELLICANI sostiene si debba procedere articolo per articolo, facendo emendamenti di volta in volta, in modo da dare più ordine, senza votarli ovviamente.

TOSI afferma che il regolamento riguarda tutti, si associa a quanto detto dal consigliere Pellicani.

ONISTO registra la necessità di voler prima vedere l'insieme e metabolizzare il nuovo regolamento e poi fare delle modifiche.

SERENA afferma che sono punti di vista diversi, ma quando si affronta un articolo bisogna affrontarlo fino in fondo: lo si modifica e si va avanti così, articolo per articolo.

VISMAN propone di dividere il testo per argomenti e procedere in questo modo, in quanto articolo per articolo forse è troppo restrittivo.

COTENA si allinea a quanto detto dal consigliere Centenaro: sono 28 articoli se si procede articolo per articolo è troppo lunga.

LAZZARO ritiene che il consigliere Centenaro può ricordarsi bene di quando sono stati discussi in passato gli altri regolamenti, ad esempio quello sul traffico acqueo in cui si è discusso articolo per articolo. Propone allora di fare così anche in questo caso: quando li hai affrontati li chiudi e non si torna più indietro a modificarli Allora per la sua esperienza bisogna partire ed iniziare a esaminarli.

CENTENARO tiene a precisare di aver fatto riferimento agli emendamenti condivisi, nel senso che poi, finito tutto, si passerà a vedere quelli non condivisi.

SAMBO concorda affermando di aver sostenuto questo.

LA ROCCA aggiunge che, per quanto possa sembrare lunga la trattazione comma per comma, è a suo dire la migliore per affrontare il ragionamento; sembra lento ma è un metodo blindato, in ogni caso si tratta di un lavoro molto impegnativo.

SAMBO condiviso il metodo di lavoro, sostiene si possa iniziare ad affrontare gli articoli.

VERGINE concorda e lascia la parola al funzionario per l’illustrazione dei singoli articoli.

MICHIELETTO passa in lettura i singoli commi dell’art. 1., citando Statuto e Tuel in merito alla motivazione della convocazione del Consiglio e precisando che già nella prassi l'ordine del giorno è diviso tra prima e seconda parte, con le proposte di deliberazione iscritte nella prima.

DAMIANO afferma che anche l'orario di chiusura è già formalizzato nella riunione dei Capigruppo.

MICHIELETTO precisa che non può esserci un Consiglio con una sola parte seconda dedicata alle mozioni,

VERGINE precisa che il comma 5 riguarda un principio consolidato negli organi di amministrazioni, che ad esempio il comma 8 spiega è scritto così per motivi di ordine pubblico e che il comma 10 riguarda le sedute eccezionali, in rare occasioni

SAMBO propone di procedere comma per comma e apre il dibattito sul primo, facendo notare un errore materiale sulla parola “Sindaco” cui va aggiunta la “/a”.

LA ROCCA chiede informazioni sull'indice.

MICHIELETTO fa presente che si sta lavorando sul “testo comparato”, mentre nel testo del Regolamento lo trova.

LA ROCCA chiede se sia la legge che prevede un quinto dei consiglieri per richiedere la convocazione del Consiglio.

VERGINE le risponde è previsto dallo Statuto, all'articolo 5-bis che passa in lettura. La parola “motivata” vuol dire specificare le questioni che vanno richieste.

LA ROCCA sostiene che indicare l'oggetto sia diverso da motivare.

VERGINE legge l'articolo 39 al comma 2 del Tuel.

LA ROCCA chiede di togliere la parola “motivata” in quanto secondo lei basta indicare l'oggetto.

TOSI condivide quanto chiede la consigliera La Rocca.

VERGINE precisa che trova comunque applicazione l'articolo 5 bis dello Statuto.

DAMIANO dichiara che le va bene togliere quanto chiesto dalla consigliera La Rocca.

SAMBO allora chiude il primo comma sulle proposte di modifiche alle parole “sindaco/a” e sul togliere la parola “motivata”.

VERGINE chiede se possa andar bene inserire la formula “inserendo le questioni richieste” così come scritto nella norma, più che altro per chiarezza.

SAMBO passa al comma 1-bis, su cui nessun consigliere fornisce indicazioni; passa al comma 2.

DE ROSSI chiede se la chiusura così come inserita in regolamento sia perentoria o se il Consiglio può rideterminarla.

DAMIANO precisa che il Consiglio è sempre sovrano e che di solito la chiusura la decide lei in qualità di Presidente dello stesso.

VERGINE precisa che di certo decide il Consiglio, di solito l’argomento viene affrontato e deciso nella riunione dei Capigruppo solo per una questione di organizzazione.

PELLICANI sostiene sia diverso prevederlo nei capigruppo rispetto che in un Regolamento: non ci può essere una tale rigidità. Un conto è infatti un accordo preso in riunione dei Capigruppo, un altro è prevederlo da regolamento: la prassi dei Capigruppo a suo dire funziona.

VISMAN concorda col consigliere Pellicani: non bisogna essere condizionati da un orario di chiusura, anche perché questo rischia di incidere negativamente sulla discussione delle mozioni.
Alle ore 10:50 esce il consigliere Lazzaro.

LA ROCCA sostiene che tutto quello che non è indispensabile non va inserito nel Regolamento: se il Consiglio è sovrano allora non serve mettere l'ora di chiusura, in quanto non sarebbe comunque una regola perentoria e appesantisce senza bisogno. Torna sul comma 1 bis per chiedere come mai la comunicazione alle segreterie dei gruppi consiliari sia solo su richiesta ed eventuale, le sembra strano.

VERGINE su quest'ultima richiesta (comma 1 bis) della consigliera La Rocca spiega che la regola è che la comunicazione sia inviata al Consigliere e che è responsabilità sua attivarsi; inviare anche alla segreteria è un di più: si può togliere su richiesta e renderla automatica ma evidenzia che la responsabilità è solo del consigliere.

DE ROSSI afferma che di fatto è così come accade oggi.

DAMIANO propone di modificare con “… del consigliere comunale e alla posta elettronica della segreteria del gruppo consiliare di appartenenza”.

MICHIELETTO propone la formula “la convocazione è altresì inviata alla posta elettronica dei gruppi consigliati”.

FACCINI torna sul comma 2 e ritiene che l'orario di chiusura sia uno strano inserimento, che genera problemi, in quanto ad esempio può far cadere il numero legale: un Consiglio comunale non può averlo indicato nella Convocazione, la prassi dei capigruppo di fissarlo è utile e finora gestita in modo intelligente. È vero che il Consiglio è sempre sovrano ma inserire un orario di chiusura può diventare un alibi.

TOSI ritiene invece opportuno inserirlo.

GIACOMIN afferma che debba essere il buon senso dei consiglieri ad aiutare a gestire la situazione.

CROVATO prova a mediare: si tratta di un'indicazione indicativa, di buon senso.

FACCINI chiede se esistono prassi e in quali altri casi sia prevista l’indicazione di un orario di chiusura o se sia una novità di questa Amministrazione: le sembra antidemocratico.

VERGINE sostiene che, al riguardo, la legge non prevede nulla. Le modalità di funzionamento del Consiglio sono rimesse al Regolamento, è autonomia del consiglio comunale.

FACCINI chiede se vi siano esempi di altri enti in merito alla chiusura.

VERGINE risponde di non esserne a conoscenza.

SAMBO informa che nei regolamenti dei maggiori Comuni che ha visionato non le sembra ci siano riferimenti al riguardo e nemmeno in quello della Regione Veneto.

TOSI afferma che se non è illegale le sembra una norma di civiltà sapere l'orario di chiusura e non le interessa sapere cosa fanno gli altri.

COTENA propone di modificare la frase con “ora indicativa di chiusura”.

MICHIELETTO specifica che deve essere precisa.

DAMIANO si riserva di decidere su questo.

LA ROCCA afferma che eliminando il paragrafo si va a migliorare il testo: tiene alla semplicità della norma, va scritto quello che serve, non è una questione di contenuto ma di forma. Al limite può bastare una mail con l’orario indicativo di chiusura ma non va inserita nel Regolamento.

VISMAN sostiene che la discussione sia utile per capire se I punti possono essere condivisi, perché poi in fase di emendamento si sa come va a finire, dà ragione alla consigliera Faccini: il regolamento deve valere per tutti e questo rischia di diventare uno strumento politico poco simpatico. L'orario di chiusura può diventare un alibi, specie per non discutere le mozioni. L'indicazione orientativa della riunione dei Capigruppo può andare bene ma non va scritta nel Regolamento.

PELLICANI aggiunge che così, con la chiusura, si va verso una logica opposta a quella auspicata dal consigliere Crovato: si aggiunge un elemento di complicazione anziché semplificare.

DE ROSSI si dichiara stupito: per lui può restare così com’è, il consiglio è sovrano e quest’opposizione da parte della minoranza lo stupisce.

SENNO chiede di trovare un accordo proprio perché, in ogni caso, resta la sovranità del Consiglio.

SAMBO afferma che si va a creare una norma che poi può essere derogata o disattesa in qualsiasi momento, e chiede tecnici se sia così, motivo per cui trova contraddittorio anche quanto scritto alla seconda parte del comma 2. In subordine all'emendamento che chiede di togliere la chiusura chiede quantomeno, condividendo che la prima parte sia incoerente e vada espunta, chiede di inserire alla fine del comma 2 all’art.1 le parole “e delle mozioni da discutere decise nella riunione dei Capigruppo”. Precisa che questa richiesta è fatta solo in subordine nel caso in cui la proponente non accetti di togliere i riferimenti all’orario di chiusura.

FACCINI propone di stralciare l'orario di chiusura e aggiungere che la capigruppo valuta la possibilità di indicare un orario di chiusura: può essere un compromesso.

SAMBO prosegue col comma 2-bis.

LA ROCCA sostiene che il comma 2-bis sia molto rilevante in quanto riguarda le mozioni, per cui questo momento di discussione non va visto limitatamente; è un tema fondamentale perché garantiscono la democrazia, specie per l'opposizione: è il momento in cui si garantisce lo spazio alla minoranza e questo è il valore della democrazia. Se i consigli di sole mozioni non si possono fare allora questo articolo 2 bis non garantisce la democrazia, propone di poter fare consigli per affrontare le sole mozioni.

SAMBO cita il regolamento del Comune di Firenze che definisce la programmazione dei lavori con un calendario di massimo tre mesi, normalmente mensile, in cui si calendarizzano gli argomenti: propone di inserire analoga programmazione e cita alcuni regolamenti di altri Comuni che prevedono specifici consigli per affrontare interpellanze e mozioni. Condivide la posizione della consigliera La Rocca e ricorda che anche il Direttore Vergine le aveva detto che era possibile modificare il regolamento per fare Consigli su mozioni e interpellanze; per cui questa è la sede giusta per farlo. Legge come dovrebbe venire, come da regolamento di Firenze al comma 3 dell’articolo 47.

TOSI concorda e appoggia in pieno La proposta della consigliera Sambo e ricorda una sua mozione sul vetro che è ancora in piedi.

CROVATO non vorrebbe che queste commissioni diventino infinite.

VISMAN, sull' articolo 2 bis, appoggia l’opzione di poter convocare un Consiglio sulle sole mozioni.

PELLICANI afferma che si tratta di un passaggio delicato in quanto il combinato tra il comma precedente e il 2 bis limita la discussione delle mozioni che sono atti a garanzia della democrazia, motivo per cui appoggia la proposta della consigliera Smbo che va nella giusta direzione.

DAMIANO si riserva di valutare.

PELLICANI, sull'ordine dei lavori, afferma che la prossima convocazione della prima commissione è prevista per il 18 dicembre, poi il 19, 20 e 21 è convocato Consiglio comunale, per cui dato il momento intenso sull’approvazione della delibera del Bilancio di previsione chiede venga posticipata la prima commissione del 18.

DE ROSSI accetta nel caso in cui verranno convocate altre commissioni lo stesso giorno.

Alle ore 12:00 la presidente Sambo fa presente che l'esame della proposta di deliberazione proseguirà in altra seduta e dichiara chiusa la seduta.
La commissione approva.

 

 

 

 

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A cura della segreteria della Commissione
Pubblicato il 19-01-2018 ore 12:58
Ultima modifica 19-01-2018 ore 12:58
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