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XI Commissione - Verbale

Seduta del 21-09-2017 ore 16:00
congiunta alla III Commissione

 

Consiglieri componenti le Commissioni: Luca Battistella, Maika Canton, Barbara Casarin, Maurizio Crovato, Paolino D'Anna, Alessio De Rossi, Francesca Faccini, Andrea Ferrazzi, Rocco Fiano, Enrico Gavagnin, Giancarlo Giacomin, Giovanni Giusto, Elena La Rocca, Lorenza Lavini, Bruno Lazzaro, Marta Locatelli, Deborah Onisto, Giovanni Pelizzato, Paolo Pellegrini, Francesca Rogliani, Monica Sambo, Alessandro Scarpa, Matteo Senno, Ottavio Serena, Silvana Tosi, Chiara Visentin, Sara Visman

 

Consiglieri presenti: Barbara Casarin, Paolino D'Anna, Alessio De Rossi, Andrea Ferrazzi, Rocco Fiano, Giancarlo Giacomin, Giovanni Giusto, Elena La Rocca, Bruno Lazzaro, Deborah Onisto, Giovanni Pelizzato, Paolo Pellegrini, Francesca Rogliani, Alessandro Scarpa, Matteo Senno, Ottavio Serena, Silvana Tosi, Chiara Visentin, Sara Visman, Saverio Centenaro (sostituisce Lorenza Lavini), Ciro Cotena (sostituisce Enrico Gavagnin), Giorgia Pea (sostituisce Maurizio Crovato), Nicola Pellicani (sostituisce Monica Sambo)

 

Altri presenti: Direttore Maurizio Carlin, Funzionaria Nicoletta Codato, Funzionario Lucio Cercato, Consigliere comunale coadiutore del Sindaco Paolino D'Anna, Giuseppe Cavallari Presidente centro ricerche Tai Chi, Cristian De Toni Presidente polisportiva Bissuola

 

Ordine del giorno della seduta

  1. Stato di attuazione e gestione dei defibrillatori negli impianti sportivi.

Verbale

Alle ore 16:10 il consigliere Senno assume la presidenza e, constatata la presenza del numero legale, dichiara aperta la seduta. Precisa che il Comune in questo è parte terza e che oggi si prova a fare chiarezza per capire chi deve fare cosa. Sono presenti alcuni delegati delle società sportive che poi, se vorranno, potranno intervenire.

D'ANNA tiene a precisare che, quando si parla di sport, si parla anche di tutto quello che ci sta dietro, per cui sui defibrillatori è giusto fare una panoramica della situazione al giorno d'oggi.

CARLIN spiega che il tema dei defibrillatori è seguito da tempo dall'Amministrazione, poi si parlerà anche del posizionamento di alcuni di questi all'interno del Comune. Informa d'aver provveduto ad una raccolta della normativa di riferimento, per dipanare alcuni dubbi, che verrà messa a disposizione dei Consiglieri, dalla legge Balduzzi alla Legge regionale, al Decreto Ministeriale che introduce l'obbligatorietà dell'installazione di un defibrillatore esterno per le gare. La responsabilità sta in capo a chi utilizza l'impianto salvo alcune eccezioni; con un costo che varia tra gli 800 e i 1.000€, cui poi si aggiungono i costi di manutenzione e di formazione che sono a carico delle associazioni sportive. Il Comune di Venezia svolge delle verifiche sulle dotazioni e gli impianti che ad oggi sono tutti dotati o in corso di dotazione. La norma dice che deve essere dotato chi sta utilizzando la palestra, l'obbligo quindi non ce l'ha il gestore o il concessionario ma chi ne usufruisce.

SENNO chiede che debba comprare il defibrillatore.

CARLIN risponde che lo deve comprare chi utilizza la palestra e, se la gestione avviene in un buon rapporto tra soggetti diversi, ci si organizza; nel caso in cui non ci sia una buona relazione tra le società spesso viene chiesto al Comune di intervenire.
Alle ore 16:25 esce il consigliere Serena.

CERCATO informa che col nuovo Decreto Ministeriale, in caso di una gara, l'arbitro verifica che vi sia un defibrillatore e una persona che lo sappia utilizzare; non si dice che il defibrillatore sia di proprietà della società ma semplicemente che sia presente. Sono evidenti i costi di manutenzione degli impianti del Comune di Venezia; in generale la situazione è buona per le palestre scolastiche dove si svolgono attività extrascolastiche, quasi tutti lo stanno adottano. Ci sono problemi se una società sportiva ha più sedi e, di conseguenza, più costi, mentre le attività scolastiche non sono obbligate ad averlo in orario scolastico.

CODATO spiega che il servizio di programmazione sanitaria aveva seguito in passato questa vicenda, in collaborazione con l'Asl, per individuare le zone dove piazzare i defibrillatori; nel 2015 ne sono stati collocati 15: il Comune di Venezia aveva individuato i luoghi in collaborazione con le Municipalità. Successivamente è partita l'attività di formazione con l'ASL, con dipendenti comunali e volontari; ricorda che anche l'idoneità a questi brevetti ha una durata che va rinnovata nel tempo. Afferma che, volendo, si può recuperare questa collaborazione con la ASL. Mentre tutti gli utilizzatori del defibrillatore negli impianti sportivi debbono avere una formazione, quelli che sono posizionati nelle strade del Comune possono essere utilizzati da chiunque, in collaborazione con telefonica col 118.

VISMAN chiede come si possa risolvere il problema che si genera nel caso in cui una società utilizzi più impianti contemporaneamente, motivo per cui servono più persone formate e più apparecchi in contemporanea, motivo per cui aumentano i costi. Chiede come l'amministrazione possa aiutare in questi casi, magari per le manutenzioni.

GIACOMIN sugli impianti spiega che vengono date concessioni e convenzioni con le associazioni sportive e chiede se nella concessione temporanea venga chiesto di avere il defibrillatore, anche all'associazione che utilizza quello spazio per un certo tempo. Precisa che se un'associazione ha più spazi vuol dire che avrà anche più quote e quindi più disponibilità.

GIUSTO ricorda che ci sono casi particolari, sport come voga e canottaggio, per cui diventa difficile gestire i defibrillatori, ad esempio a bordo di una barca. In questi casi è impossibile averli a disposizione.

CARLIN informa che l'elenco delle esclusioni è tassativo e indicato dalla norma: gli uffici si sono chiesti la stessa cosa del consigliere Giusto che, ritiene, vada approfondita. Negli impianti sportivi ha senso, quando uno invece esce con un mezzo va chiarito il da farsi, magari con l'aiuto del Coni. L'obbligo sta in carico alla società o associazione. Cita il comma 6 del decreto del Ministero della Salute del 26 giugno 2017, con cui si delega al gestore dell'impianto, aggiunge che va fatta comunque sensibilizzazione dei gestori per cercare degli accordi.

VISENTIN chiede un chiarimento con il Coni per quanto detto e che siano date maggiori informazioni alle società sportive sugli obblighi di chi debba dotare i defibrillatori, occorre una maggior pubblicità in tal senso.

VISMAN fa presente che chi voga è di solito accompagnato dalle barche d'appoggio, per cui i defibrillatori potrebbero essere inseriti in queste ultime.

GIUSTO risponde che il problema è l'obbligatorietà, ad esempio un ricovero barche può essere visto come un impianto sportivo o meno. Esistono a Venezia diversi casi limite, ad esempio si chiede se le remiere rientrino o no tra gli impianti sportivi.

TOSI in riferimento al fatto che nel 2015 il Comune di Venezia acquistato 20 defibrillatori, chiede se siano presenti anche nelle sedi del Comune nel centro storico e a Mestre.

CODATO le risponde affermativamente per Venezia mentre per Mestre non sa.

GIACOMIN informa che, ad esempio per le gare podistiche, ci sono degli obblighi di avere il medico e defibrillatori.

LAZZARO afferma che l'importante è saper adoperare i defibrillatori perché dietro le macchine serve sempre l'uomo, in questo caso formato.

SENNO aggiunge che proprio per questo motivo serve un referente responsabile per ogni società sportiva.

DE TONI informa che in questi anni per la Polisportiva Bissuola sono state formate 30/40 persone, la Polisportiva è dotata di un defibrillatore ma il problema è che svolgono anche 7/8 attività in contemporanea, in più posti. In risposta al consigliere Giacomin sostiene che sia vero che hanno di conseguenza molti associati e quindi molte quote ma fa notare che nel corso degli anni i contributi sono calati per cui resta un problema anche economico. Per le associazioni il problema si registra specialmente nelle palestre delle scuole elementari e medie dove vi sono più associazioni in contemporanea e il Comune chiede a queste di mettersi d'accordo, cosa non sempre facile soprattutto per le attività di formazione degli istruttori e degli allenatori che sono un obbligo dell'Associazione. Afferma che le associazioni hanno difficoltà nel gestire questa cosa e che se il Comune non fa una parte acquistandone come proprietario degli impianti o dando dei contributi vuol dire che le associazioni devono arrangiarsi da sole. Per questo chiede maggior chiarezza.

CAVALLARI ritiene che un problema riguarda le tempistiche delle concessioni, un altro distinguere tra gli impianti sportivi e palestre, un terzo è dato dal fatto che la legge elenca le discipline escluse, ne cita alcune come esempi. Afferma che finora sono state date concessioni senza sapere se all'interno si fanno attività agonistiche o amatoriali, una differenza che cambia le cose in campo. Chiede, visto che il Comune di Venezia non acquista defibrillatori per tutte le sue palestre e come invece fanno altri comuni, se non sia più semplice aumentare le tariffe.

Alle ore 17:00 il presidente Senno, non essendoci ulteriori domande ed esaurito l'ordine del giorno, dichiara chiusa la riunione.

 

 

 

 

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A cura della segreteria della Commissione
Pubblicato il 04-10-2017 ore 11:40
Ultima modifica 04-10-2017 ore 11:40
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