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IX Commissione - Verbale

Seduta del 07-04-2017 ore 09:00

 

Consiglieri componenti la Commissione: Luca Battistella, Maika Canton, Barbara Casarin, Saverio Centenaro, Maurizio Crovato, Paolino D'Anna, Francesca Faccini, Gianpaolo Formenti, Enrico Gavagnin, Giovanni Giusto, Elena La Rocca, Lorenza Lavini, Giorgia Pea, Giovanni Pelizzato, Paolo Pellegrini, Nicola Pellicani, Monica Sambo, Alessandro Scarpa, Renzo Scarpa, Matteo Senno, Sara Visman

 

Consiglieri presenti: Luca Battistella, Maika Canton, Barbara Casarin, Maurizio Crovato, Paolino D'Anna, Enrico Gavagnin, Elena La Rocca, Lorenza Lavini, Giovanni Pelizzato, Paolo Pellegrini, Nicola Pellicani, Monica Sambo, Alessandro Scarpa, Renzo Scarpa, Matteo Senno, Sara Visman, Rocco Fiano (sostituisce Francesca Faccini), Giancarlo Giacomin (sostituisce Giorgia Pea), Deborah Onisto (sostituisce Saverio Centenaro), Francesca Rogliani (sostituisce Gianpaolo Formenti), Silvana Tosi (sostituisce Giovanni Giusto)

 

Altri presenti: Assessore Francesca Da Villa, Direttrice Stefania Battaggia, Dirigente Francesco Bortoluzzi, Funzionaria Tiziana Gregolin, Ernesto Pancin ( Associazione AEPE), Gianni De Checchi ( Associazione Artigiani), Nicoletta Bozzato ( ASCOM), Confederazione Nazionale Artigianato, Russo ( GOIA)

 

Ordine del giorno della seduta

  1. Esame della proposta di deliberazione PD 85/2017: " Misure limitanti l'esercizio di attivitÓ non compatibili con le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale di Venezia da sottoporre all'Intesa con la Regione e sentito il Ministero per i beni e le AttivitÓ Culturali- Direzione Regionale per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Veneto- Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna prevista dall'articolo 1, comma 4 del Decreto Legislativo 25 novembre 2016 n.222."

Verbale

Il Presidente della IX Commissione Consiliare Paolo Pellegrini constatata la presenza del numero legale dichiara aperta la seduta illustrando l'ordine del giorno. Quindi propone di ascoltare le Associazioni di Categoria dopo l'introduzione della Direttrice e dell'Assessore. Dopodichè da la parola alla Consigliera Visman

VISMAN propone di convocare un'altra seduta di Commissione per approfondire il tema

DA VILLA spiega che la proposta di deliberazione si pone in un contesto della libera concorrenza e dell'autonomia dell'iniziativa economica ma è possibile mettere dei limiti per combattere il degrado. La nota dell'Unesco poi da un imput per un intervento ad ampio raggio anche nell'ottica di limitare i flussi turistici. Il take away da una immagine di abbandono mentre è necessario maggior rispetto nei confronti della città di Venezia limitando le attività non consone al suo contesto. Si propone una serie di provvedimenti il cui fulcro è il divieto di nuove aperture escluse le attività di gelateria

BATTAGGIA sottolinea che fino al 2012 alcune attività erano contingentate poi la legge 27/2012 n.27 ha accelerato il percorso di liberalizzazione. Le attività artigianali, le attività ambulanti e gli esercizi di vicinato hanno perciò goduto di un alto livello di liberalizzazione. Il Decreto Legislativo 222 del 25 novembre 2016 ha previsto la possibilità di mettere delle limitazioni. La procedura è particolare perchè stabilisce che il Comune e la Regione devono sentire la Soprintendenza. Si è in fase di sperimentazione in quanto le attività sono molto articolate. Non esiste una categoria merceologica e ciò ha fatto propendere per un primo provvedimento

ERNESTO PANCIN ( AEPE) dichiara di essere favorevole all'intento di bloccare nuove aperture di take away. Ricorda che nel 1990 gli esercizi pubblici tra bar e ristoranti erano 1050. Con l'approvazione della legge 287 del 1990 c'è stato un blocco del rilascio di nuove autorizzazioni. Tale legge ha avuto effetto per 20 anni. I probemi iniziarono quando la Regione nel 2007 fu autorizzata a legiferare in base all'art.5 della Costituzione. Il Consiglio Regionale approvò così la legge 29 del 21 settembre 2007 sulla somministrazione non assistita con la quale si dava la possibilità a tutti di vendere tutto. Servono più artigiani come quelli che avevano fatto bella Venezia e non più kebab e take away in quanto tali attività non aiutano la comunità. Sono necessari invece i negozi di vicinato in quanto non c'è nessuno che fornisce gli abitanti di venezia

Alle ore 9.25 entrano i Consiglieri Tosi e Renzo Scarpa

GIANNI DE CHECCHI (Associazione Artigiani) afferma di essere in linea con l'Associazione AEPE. Milioni di visitatori hanno cambiato la città e l'artigianato facendo sfumare certe aspettative. Le attività artigiane nel 2017 sono meno dell' anno scorso. Anche il vetro di Murano è a rischio. E' giusto mettere un freno alla gente che mangia ovunque. Non esiste una categoria merceologica ma sono state individuate delle zone. Tuttavia il provvedimento del Comune affronta solo in parte il problema perchè ci sono le grandi e medie strutture di vendita che sono fabbriche a ciclo continuo di take away e questo provvedimento non le tocca. L'ipotesi di delibera parte da uno sforzo lodevole e condivisibile ma rischia di partorire un topolino. Si poteva osare di più

Alle ore 9.41 entra la Consigliera Onisto

NICOLETTA BOZZATO ( ASCOM) informa che sono state presentate delle osservazioni Non c'è una categoria merceologica bene determinata e si rischia di avvantaggiare i supermercati. Ritiene che sarebbe il caso di pensare anche a dei provvedimenti a tutela delle attività tradizionali. C'è da chiedersi poi se l'Amministrazione comunale è in grado di assicurare controlli adeguati. Pensa che la proposta di deliberazione non avrà un esito così positivo

ROBERTO PALADINI ( Confederazione Nazionale Artigianato Venezia) crede che la delibera rischi di essere inefficace e forse può danneggiare le attività artigianali. I controlli sono perciò fondamentali. Auspica che il lavoro di contrasto al degrado continui anche nelle altre attività che vanno a ledere le tradizioni di Venezia

PELIZZATO ritiene che il Decreto Legislativo 222 sia molto importante ma contesta la proposta di deliberazione in quanto si va a deliberare su piccoli spazi senza guardare ad una visione di insieme. Non si può ragionare solo sul take away ma considerare la città nel suo insieme. Bisogna governare i flussi turistici e non fermarsi solo sul cibo mangiato per strada

CANTON condivide quanto detto finora. Sicuramente la proposta di deliberazione è un primo passo ma bisogna pure incominciare da qualche parte. Vanno bloccate le nuove autorizzazioni ma va trovata anche una soluzione per le attività di take away già esistenti. Chiede di tutelare la facciata dei bar in modo che la persona sia costretta ad entrare. E' importante agire sul decoro

LA ROCCA ritiene condivisibile l'idea di partenza ma è una cosa che rischia di non avere effetti e addirittura potrebbe alimentare le grosse attività. Un altro tema importante è quello degli imballaggi. Non serve il vassoio per mangiare la pizza basta solo un tovagliolo per evitare immondizia inutile. Meglio partire da una visione d'insieme e fare una mappatura generale. Inoltre c'è un sistema procedurale con la Regione. Nota che sono stati esclusi supermercati e grandi società e in questo modo vengono colpiti i piccoli commercianti. Inoltre si dovrebbe agire sugli imballaggi che poi finiscono per intasare i cestini

CANTON considera necessario tenere conto anche delle altre attività tipiche veneziane come i bacari

CROVATO osserva che la filosofia della proposta di deliberazione è riportare in certi ambiti il decoro della città. Bisogna però partire dall'educazione. C'è una grande confusione con negozi che vendono anche prodotti cinesi. Servono vigili e controllo. Necessario poi insistere sul bello e sull'estetica. E' convinto che la proposta di deliberazione sia un piccolo ma importante inizio

PELLICANI crede che la proposta di deliberazione rischi di essere troppo limitativa rispetto a tutte le attività esistenti. Serve un provvedimento che colpisca l'intero comparto del take away e non solo una piccola parte di esercizi commerciali. Necessario poi lavorare sui regolamenti e sui controlli ed introdurre regole che devono valere per tutti

SAMBO trova che la proposta di deliberazione affronti il tema del take away sono in minima parte e non risolvi il problema complessivo. Verranno fatti degli emendamenti. Propone di obbligare i take away ad avere un cestino delle immondizie in negozio in modo da alleggerire la raccolta dei rifiuti. In merito al punto 4 del deliberato ricorda che le modifiche dei regolamenti sono di competenza del Consiglio Comunale

RENZO SCARPA apprezza la velocità con cui si è proceduto ad affrontare il tema del take away ma il problema è capire se la misura inciderà effettivamente sull'esistente. L'atto non ha potere di regolamentazione e non ci sarà nessun cambiamento. Spera che non ci sia addirittura un peggioramento della situazione. E' necessaria una strategia complessiva

FIANO sottolinea che se la questione è combattere il degrado l'atto in discussione è insufficiente. Serve una progettazione generale che tenga conto di tanti aspetti come i negozi di vicinato ed i supermercati. Inoltre bisogna aggregare a tale misura anche la regolamentazione dei plateatici che creano ancora più disordine. Propone di coinvolgere sul tema anche la terza commissione perchè i giovani quando bevono lasciano fuori i bicchieri. Mancano poi i servi igienici. Anche le cicchetterie storiche devono essere articolate per colpire positivamente il cliente

BATTISTELLA trova evidente che la città nella sua veloce trasformazione sta affrontando un destino già segnato. Ci sono varie persone ricche e meno ricche che visitano la città . La proposta di deliberazione ha più un effetto mediatico che vero ed il degrado rimane. Bisogna agire su una regolamentazione dell'esistente e sui turisti. Suggerisce di responsabilizzare i take away sui rifiuti prodotti dai clienti e multarli in caso si trovino loro rifiuti abbandonati. Propone di vietare l'apertura di vetrine di take away e di predisporre erogatori pubblici di acqua per riempire le bottigliette ed evitare il packging. Installare anche compattori di immondizie

PELLEGRINI ritiene indubbio che la proposta di deliberazione sia un topolino ma è un inizio per affrontare il problema . Si deve cercare di intervenire in certi ambiti della città come i negozi di maschere. E' giusto che le regole siano uguali per tutti ma bisogna capire come. Ci vorrebbe un controllo molto forte ma sono necessari troppi vigili. C'è un accordo con la Soprintendenza ma ci vogliono gli strumenti necessari da adottare tutti insieme. Teme che l'atto possa instaurare delle conflittualità che poi aprono a dei contenziosi. Inoltre proibire l'apertura di nuove attività non basta perchè manca l'educazione

Alle ore 10.53 esce il Consigliere Gavagnin

BATTAGGIA spiega che si interviene sulle aperture future ma soprattutto in alcune zone più critiche. E' vero che potrebbero esserci dei contenziosi in quanto non è semplice dire ad un commerciante di chiudere. La delibera di Firenze infatti è stata subissata di ricorsi. La scelta è stata di inviduare nel punto 2 del dispositivo della delibera un ventaglio di azioni molto variabili. La cosa deve essere discussa con le Associazioni di categoria. Le proposte portano a tempi lunghi ed a scenari ad ampio spettro. Il punto 4 del deliberato da solo il mandato alla Direzione Servizi al Cittadino e Imprese di avviare l'iter per la modifica al regolamento in quanto c'è una procedura urbanistica. Non si riesce ad introdurre una elencazione merceologica perchè il mercato cambia continuamente e certe attività si registrano solo in camera di commercio. C'è un'applicazione sul pratico. Non si riesce a fare una individuazione perchè la codifica non da una cosa precisa

Alle ore 11.10 esce il Consigliere Pellicani

BORTOLUZZI evidenzia la necessità di prestare molta attenzione anche perchè le normative presentano una certà difficoltà

BATTAGGIA sottolinea che le attività che vengono coinvolte nella delibera non sono tenute a fornire standard di servizi

VISMAN pensa che la proposta di deliberazione sia un buon stimolo ma limitata ad un piccolo spazio. Inoltre è tanto legata al regolamento edilizio. Ritiene perciò necessario che il Comune intervenga nel momento della richiesta di ristrutturazione del negozio chiedendo al commerciante anche che tipo di attività intenda aprire. E' d'accordo con il Consigliere Battistella nel limitare il packging anche se magari l'acqua alla spina può non essere gradita. Chiede quante gelaterie può sopportare ancora Venezia in quanto sembra di essere in balia del mercato

BATTAGGIA risponde che non si possono ripresentare i contingenti numerici

BATTISTELLA propone di obbligare gli utenti a mettere l'immondizia nel compattatore

GIACOMIN dichiara di essere favorevole alla proposta di deliberazione e spera diventi più grande di un topolino. Chiede chiarimenti sull'interfacciamento tra Camera di Commercio e Comune

BATTAGGIA risponde che una volta effettuati i lavori di ristrutturazione viene fatta la registrazione sanitaria e richiesta alla Camera di Commercio

DA VILLA sottolinea che la proposta di deliberazione è un messaggio chiaro. E' un intervento preciso, netto controllabile. Per decenni c'è stata una mancanza di controllo, ora nessuno può farlo senza guardarsi l'uno con l'altro. Bisogna rafforzare i controlli perchè ci sono immense irregolarità. Le sanzioni finora non sono state applicate perchè non vengono pagate. Si possono studiare sanzioni alternative anche perchè spesso più forte è la sanzione meno è efficace

Alle ore 11.35 il Presidente dichiara sciolta la seduta. L'esame della proposta di deliberazione proseguirà in una prossima seduta

 

 

 

 

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A cura della segreteria della Commissione
Pubblicato il 28-06-2017 ore 13:34
Ultima modifica 28-06-2017 ore 13:34
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