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V Commissione - Verbale

Seduta del 08-10-2015 ore 11:00

 

Consiglieri componenti la Commissione: Luca Battistella, Maika Canton, Barbara Casarin, Saverio Centenaro, Maurizio Crovato, Alessio De Rossi, Francesca Faccini, Andrea Ferrazzi, Gianpaolo Formenti, Giancarlo Giacomin, Giovanni Giusto, Lorenza Lavini, Bruno Lazzaro, Marta Locatelli, Nicola Pellicani, Davide Scano, Alessandro Scarpa, Renzo Scarpa, Matteo Senno, Alessandro Vianello, Sara Visman

 

Consiglieri presenti: Luca Battistella, Barbara Casarin, Saverio Centenaro, Maurizio Crovato, Alessio De Rossi, Francesca Faccini, Andrea Ferrazzi, Gianpaolo Formenti, Giancarlo Giacomin, Giovanni Giusto, Lorenza Lavini, Bruno Lazzaro, Nicola Pellicani, Davide Scano, Alessandro Scarpa, Renzo Scarpa, Matteo Senno, Alessandro Vianello, Sara Visman, Deborah Onisto (sostituisce Maika Canton), Paolo Pellegrini (assiste), Silvana Tosi (sostituisce Marta Locatelli)

 

Altri presenti: Assessore Massimiliano De Martin, Direttore Andrea Costantini, Dirigente del Settore Geologico Regione Veneto Alberto Baglioni.

 

Ordine del giorno della seduta

  1. Approfondimento sulla tematica: " Trivellazioni nell'Alto Adriatico".

Verbale

Alle ore 11.20 la presidente Lavini, constatata la presenza del numero legale, dichiara aperta la  seduta e comunica che la commissione è stata convocata a seguito della presentazione in Consiglio comunale di una mozione legata al decreto chiamato “Sblocca Italia” sull'ipotesi di autorizzazioni per trivellazioni nel mare Adriatico; dà quindi la parola al dirigente Alberto Baglioni della Regione Veneto.

BAGLIONI premette di essere dirigente del settore geologico della Regione e come esperienza
rende noto la sua precedente esperienza lavorativa anche all' Agip. Spiega che esistono 2 grandi ambiti: gli idrocarburi prelevati dal mare e quelli da terra che hanno 2 gestioni amministrative diverse. L'Alto Adriatico è un'area importante per gli idrocarburi e spiega brevemente la loro formazione e i punti in cui questo tratto di mare è molto favorevole a questi accumuli. La Regione, prima dell'approvazione del decreto, poteva accentrare le autorizzazioni alle trivellazioni esprimendo un giudizio sull'impatto ambientale; il delta del Po è luogo critico perché esempio di subsidenza. Ricorda che la Regione ha aderito alla richiesta di referendum per fermare una serie di azioni previste dalla legge. I rischi sono di vario tipo: per la subsidenza, con la quantificazione del rischio della compattazione del suolo viene misurata tecnicamente ma con difficoltà; c'è il rischio di incidenti di tipo industriale per lo sversamento che se dovesse accadere in Adriatico risulterebbe drammatico; ci sono prospezioni con cannoni ad aria compressa che causano danni alla fauna marina; a questo fatto fa riferimento lo studio dell' UNIG. Con le operazioni di estrazione del gas sul delta del Po si sono provocati dei terremoti in Pianura Padana. La Regione ha fatto ricorso immediato contro il decreto Sblocca Italia, producendo dei provvedimenti in fase di attesa ed ora si aspettano i risultati; si deve svolgere il procedimento di VIA e a seguire il protocollo d'intesa che è un atto politico, in genere la questione normativa appare complicata. Precisa che la ricerca di idrocarburi in Italia è molto limitata.

LAVINI domanda quali e quanti impianti o piattaforme sono attive in Adriatico, a quali profondità
si trovano gli idrocarburi.

BAGLIONI spiega che UNIG è l'autorità competente che ha tutti i dati; le profondità di ritrovamento sono al di sotto dei 100 metri ma più profondi sono meglio. Il problema consiste sulle concessioni in essere o in itinere.

GIACOMIN chiede se la Croazia e la Slovenia rispettano le regole generali di estrazione.

BAGLIONI ribatte che oltre le acque territoriali, le competenze non esistono ed è possibile che  questi stati abbiano permesso le estrazioni deviando le strutture verso i giacimenti che sono in Italia; è in corso una procedura di VAS che la Croazia ha messo a gara ed a cui partecipano anche aziende
italiane ma l'estrazione continua.

CROVATO afferma che ci sono 5 compagnie che perforano in Adriatico per conto della Croazia e  sembra che ENI sia disponibile a lavorare in quello Stato mentre in Italia non può operare per legge.

BAGLIONI spiega che si possono effettuare perforazioni anche orizzontali questo non è  possibile in Italia ma certo il petrolio potrebbe esserci verso la Croazia.

PELLICANI ritiene utile questa riunione per comprendere i rischi, condivide la decisione della  regione sia per la partecipazione al ricorso contro la legge che per l'adesione alla richiesta di  referendum dove è stata approvata all'unanimità e suggerisce di convocare una riunione anche per  sentire il parere dei tecnici del Parco Delta del Po.

SCANO ringrazia per l'illustrazione che ritiene utile per quanto farà il Comune di Venezia cercando  di coinvolgere anche l'Unione europea. Ricorda che i proventi dalle royalties prodotte dalle  prospezioni sono di 333 milioni di euro mentre il solo gettito IVA veneziano è pari a 2 miliardi.

SCARPA R. afferma che i pericoli legati all'estrazione di idrocarburi non possono essere affrontati  dalla popolazione veneziana; ora tra subsidenza ed innalzamento dei mari il problema diventa  doppio e si associa all'approvazione per quanto fatto dalla Regione.

CROVATO propone di presentare una mozione unica su questo argomento e rimarca solo la  questione che l'attività di Croazia e Slovenia rappresenta un pericolo che la città di Venezia sta  subendo.

PELLICANI concorda con quanto proposto dal consigliere Crovato ed invita pure a predisporre una lettera da inviare alla Comunità Europea.

COSTANTINI chiede se esiste un piano che possa autorizzare le estrazioni visto che la Croazia ha chiesto l'attivazione di una procedura VAS transfrontaliera.

BAGLIONI ribatte che non esiste un piano, esistono solo aree di divieto o di salvaguardia come a  Napoli e Venezia, per adesso ci sono solo previsioni di fare una legge.

SCANO dichiara che sulla ricerca di giacimenti è molto migliorata la tecnologia.

BAGNIONI conferma dato che si svolgono prima le propensioni sismiche, poi c'è stata la perforazione sempre più profonda ma precisa che chi inizia questi lavori è già in possesso delle  concessioni.

DE MARTIN ricorda il progetto portato avanti da 6 regioni per la tutela delle testuggini e dei  delfini.

LAVINI riepiloga quanto deciso e cioè predisporre una mozione da presentare in Consiglio comunale verso il sostegno all'azione delle Regione Veneto per quanto ha fatto e poi programmare  una seconda riunione della commissione per incontrare i rappresentanti del parco del Delta del Po.

FERRAZZI chiede se tecnologicamente sono state pensate forme compensative per inserire  materiale nell'estrazione e quali sono i vantaggi per procedere nelle trivellazioni.

BAGLIONI risponde che le misure per compensare il fenomeno sono iniezioni di acqua di mare o  acqua di stato come si fa per i giacimenti di gas di fronte a Chioggia; ci sono motivazioni da parte di chi propone queste iniziative quali la diminuzione del deficit di produzione energetica dovuta
all'importazione di idrocarburi.

VISMAN domanda se la causa della subsidenza è dovuta anche alla edificazione.

BAGNIONI replica che sono molte le cause compresa, per Venezia, proprio l'edificazione.

BATTISTELLA per dar seguito alla proposta del consigliere Ferrazzi propone di organizzare un confronto tra i pro ed i contro questa possibilità aperta dalla legge per poter poi formulare un  documento ponderato.

PELLICANI ribatte che già la Regione ha presentato un ricorso contro la legge e promosso assieme  ad altre la richiesta di referendum e su questo il Consiglio comunale dovrebbe esprimersi per sostenere queste iniziative e rivolgere un appello alla Unione Europea; suggerisce di proseguire
l'analisi della questione in commissione.

DE MARTIN propone di approfondire tutti gli aspetti della questione, preparare una bozza di  mozione da presentare in Consiglio comunale e poi effettuare un altro passaggio in commissione  per la condivisione.

SCARPA R. afferma di aver già espresso le sue preoccupazioni sulla questione, prende atto della  posizione presa dalla Regione e a questa è disponibile a dare il suo sostegno dato che studi sugli  effettivi pericoli non ci sono.

FERRAZZI sostiene invece di approfondire meglio la questione per poter decidere con cognizione  di causa e decidere in modo autonomo.

SCARPA R. invece crede che deve essere il governo a predisporre questi approfondimenti e se non ci sono studi, allora che si fermi questa operazione se ne discuta.

SCANO rende noto che nel 2012 sono stati estratti 105.000 barili al giorno che rappresentano un sedicesimo delle importazioni mentre l'energia da fonti rinnovabili rappresenta il 40% dei consumi  di energia elettrica e portando alla chiusura le centrali a carbone.
Alle ore 12,40 escono i consiglieri Centenaro e Scarpa A.

PELLICANI spiega che la presa di posizione che si deve tenere rispetto a questioni così importanti deve essere netta anche se va contro le decisioni del governo.

CROVATO condivide quanto affermato dal consigliere Pellicani e propone di elaborare un  documento anche di carattere politico.

LAZZARO afferma che se la Croazia continua con le estrazioni e si sta fermi, allora significa che si  rimane paralizzati di fronte al problema.

FERRAZZI condivide la proposta di elaborare il documento e poi proseguire negli approfondimenti  della questione.

VISMAN dichiara che lo “Sblocca Italia” di fatto ha tolto alle Regioni le loro competenze  espropriando pure le popolazioni locali della possibilità di decidere di cosa fare nel loro territorio.

FERRAZZI chiede che venga consegnata tutta la documentazione necessaria per approfondire la  questione.

CROVATO prende atto delle perplessità emerse dal dibattito e propone iconsiglieri che si sono resi disponibili di elaborare una proposta di documento da sottoporre prima in commissione e poi al  Consiglio comunale.

LAVINI asserisce che la commissione ha iniziato un percorso di approfondimento e comunica che  tutta la documentazione sulla questione sarà messa a disposizione dei consiglieri nel sito dedicato alle commissioni ed alle ore 13.00 dichiara chiusa la seduta.

 

 

 

 

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A cura della segreteria della Commissione
Pubblicato il 24-11-2015 ore 11:33
Ultima modifica 24-11-2015 ore 11:33
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