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X Commissione - Verbale

Seduta del 14-09-2016 ore 16:00
congiunta alla I Commissione

 

Consiglieri componenti le Commissioni: Luca Battistella, Maika Canton, Felice Casson, Saverio Centenaro, Ciro Cotena, Maurizio Crovato, Paolino D'Anna, Francesca Faccini, Andrea Ferrazzi, Rocco Fiano, Gianpaolo Formenti, Enrico Gavagnin, Giancarlo Giacomin, Giovanni Giusto, Elena La Rocca, Bruno Lazzaro, Marta Locatelli, Deborah Onisto, Giorgia Pea, Paolo Pellegrini, Francesca Rogliani, Monica Sambo, Davide Scano, Alessandro Scarpa, Renzo Scarpa, Matteo Senno, Ottavio Serena, Silvana Tosi, Chiara Visentin, Sara Visman

 

Consiglieri presenti: Saverio Centenaro, Ciro Cotena, Maurizio Crovato, Paolino D'Anna, Francesca Faccini, Andrea Ferrazzi, Rocco Fiano, Gianpaolo Formenti, Enrico Gavagnin, Giancarlo Giacomin, Giovanni Giusto, Elena La Rocca, Marta Locatelli, Deborah Onisto, Paolo Pellegrini, Francesca Rogliani, Monica Sambo, Davide Scano, Alessandro Scarpa, Matteo Senno, Ottavio Serena, Silvana Tosi, Chiara Visentin, Sara Visman, Alessio De Rossi (sostituisce Giorgia Pea), Nicola Pellicani (sostituisce Bruno Lazzaro)

 

Altri presenti: Direttore Francesco Vergine, Dirigente CittÓ Metropolitana di Venezia Giuseppe Roberto Chiaia, Presidente Comitato referendario ôMestre-Venezia Due grandi cittÓö Marco Sitran

 

Ordine del giorno della seduta

  1. Esame della proposta di deliberazione P.D. n.373/2016: Progetto di legge regionale regionale n.81 di iniziativa dei consiglieri Semenzato,Villanova;Ciambetti,Barisan F.,Brescacin,Baron ,Gidoni,Michieletto e Possamai : "Suddivisione del Comune di Venezia nei tre comuni autonomi di Marghera,Mestre e Venezia".Pareredel Comune di Venezia ai sensi art. c. 3 legge regionale Veneto 24 dicembre 1992 n.95, su richiesta della prima Commissione consiliare del Consiglio Regionale del Veneto (nota pg 336973 - 14 luglio 2016)

Verbale

Alle ore 16:15 la consigliera Locatelli assume la presidenza e, constatata la presenza del numero legale, dichiara aperta la seduta. Legge l'ordine del giorno e, dopo aver ringraziato i presenti, lascia la parola al Direttore della Direzione Amministrativa e Affari Istituzionali per procedere con l'illustrazione della proposta di deliberazione.

SENNO chiede d'intervenire sull'ordine dei lavori e fa presente che sarebbe stato opportuno convocare in Commissione anche i proponenti del Progetto di legge regionale.

SAMBO tiene a precisare che la principale competenza è della I^ commissione anziché della X^, chiede le vengano forniti per iscritto i motivi per cui la I^ commissione è stata espropriata della propria competenza e si associa a quanto detto dal consigliere Senno.

FERRAZZI conferma che è evidente la competenza della I^ commissione e si associa al pensiero che sarebbe stato meglio invitare i proponenti del progetto di legge, ritenendo inusuale non averli invitati.

LOCATELLI ribatte che è inusuale anche il fatto che la Regione abbia deliberato senza convocare il Comune. Valuta opportuno chiarire quanto chiesto dalla consigliera Sambo per delineare chiaramente le competenze di commissione.

LA ROCCA si associa alle considerazioni fatte dai consiglieri, precisando il fatto che devono dare un parere su una proposta di legge regionale che avrebbero potuto approfondire meglio se fossero stati convocati i proponenti; conclude che la competenza è della I^ commissione a cui non è stata assegnata per sottrarre discussione al dibattito pubblico.

VERGINE spiega che il 14 luglio 2016 è pervenuta all'Amministrazione comunale la richiesta di parere da parte della prima Commissione consiliare della Regione Veneto e che un'analoga richiesta era già pervenuta nel 2014 quando l'allora Commissario Straordinario del Comune di Venezia si pronunciò sollevando una questione di compatibilità della stessa citando i pareri delle Municipalità. Un'ulteriore richiesta è arrivata il 5 aprile 2016 che ha avuto risposta con deliberazione del Consiglio comunale nr. 32 del 9/6/2016. La proposta di delibera oggi in esame, che riguarda una terza richiesta, è adottata dalla Giunta e ripercorre quella di giugno scorso. La stessa si divide in più parti. La prima ripercorre le vicende che hanno riguardato le richieste di separazione del Comune, la seconda esprime dubbi sulla compatibilità con la Legge 56/2014 c.d. Delrio, in quanto la Giunta ritiene che la L. Regionale Veneto n.25/1992 non possa trovare applicazione nel Comune di Venezia come Capoluogo della Città Metropolitana, ritenendo la L. Delrio prevalente rispetto alla Legge regionale. Questo perché la Delrio delinea un percorso diverso, finalizzato all'elezione a suffragio Diretto del Sindaco della Città Metropolitana che prevede il seguente procedimento: che sia di iniziativa del Comune di Venezia e che consideri l'elettorato attivo di tutti i 44 Comuni della Città Metropolitana.. La Giunta comunale ritiene che la Legge regionale non possa trovare applicazione rispetto la Città Metropolitana, come confermato diversi pareri, del servizio affari legislativi del Consiglio Regionale del Veneto e del Dipartimento per gli Affari Regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri che chiarisce come la Legge Delrio prevalga su quella Regionale. A tal proposito precisa che il parere arriva dal Dipartimento che si occupa di verificare la costituzionalità delle leggi Regionali. La terza e ultima parte della proposta di Delibera contiene delle considerazioni di merito, che passa in lettura, e precisa alcune circostanze, soffermandosi su pag. 3 della proposta di deliberazione, precisando che, ad esempio, mancava la cartografia che delinea i confini dei tre Comuni che è un elemento essenziale della proposta; per questo motivo per tutto il mese di agosto non erano conosciuti i perimetri dei 3 Comuni. Su questo punto l'Amministrazione comunale ha inviato due richieste cui la Regione ha risposto solo pochi giorni fa inviando la cartografia.

PELLICANI premette che avrebbe preferito fossero convocati in Commissione i proponenti, in quanto il Consiglio Regionale continua a proporre Referendum e talvolta ci si trova nella situazione in cui non si capisce bene su quale ci si debba esprimere. Sostiene esista un caso di illegittimità e che la questione vada chiarita, pur non essendo un costituzionalista ma essendosi fatto un'opinione ben precisa nel merito. Afferma che anche i proponenti in Regione avrebbero potuto farsi promotori di un incontro col Consiglio comunale e che fa sapere d'esser contrario alla divisione, ritenendo difficile risolvere problemi solo riducendo i confini e che non c'è un altro Comune in Italia che sta valutando di dividersi ma, anzi, generalmente sta accadendo il contrario, si sta andando verso l'allargamento dei servizi. Ritiene la divisione una decisione antistorica ma, ripete, prima va risolta la questione della legittimità.

FIANO lamenta il fatto che la delibera sia stata messa a disposizione dei consiglieri solo lunedì mattina nonostante la Commissione sia stata convocata il venerdì precedente, ritenendo al contrario che le commissioni debbono esser convocate solo dopo che il relativo materiale sia stato pubblicato. Si lamenta del fatto che la chiusura degli emendamenti sia stata prevista per oggi alle ore 12:00 quando invece la commissione è stata convocata per le 16:00, sostiene sia una questione di rispetto della forma e delle istituzioni. Sulla questione vera e propria, oltre ai pareri dell'ufficio legale della Regione Veneto e del Dipartimento per gli Affari Regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sostiene ci siano anche altri illustri pareri, anche di professori, che sostengono che se non si intacca la Città Metropolitana ma solo la divisione del Comune questa sia possibile, cita questo per dimostrare vi siano posizioni diverse che vanno prese in considerazione. Aggiunge che un Referendum non si fa solo su aspetti giuridici ma bisogna parlare di contenuti, bisogna esser messi nella condizione di scegliere, è necessario un chiarimento.

LA ROCCA si dichiara colpita dall'incapacità di dialogo fra istituzioni: chiede cos'abbia dimostrato la Giunta in un anno di attività, visto che non riesce neanche a parlare con la propria parte di riferimento in Regione. Afferma che sulle competenze c'è un conflitto fra Stato e Regioni e che il parere degli Affari legislativi della Regione delinea una situazione normativa delicata, il che è vero, ma non definisce la competenza dello Stato. Per questo l'informazione fornita è incompleta e fa passare concetti sbagliati: non si può dire che la proposta di divisione sia illegittima, ma al limite si può dire “pensiamo sia illegittima”. Aggiunge che una delle argomentazioni da affrontare per entrare nel merito della questione è, ad esempio, quella che riguarda la defiscalizzazione del territorio della Venezia lagunare.

ONISTO sostiene che l'avere garanzia che il Referendum sia legittimo o meno pone le basi per non prendere in giro i cittadini e non sperperare denaro pubblico, al di là delle singole posizioni. Chiede quale sia l'iter legislativo e come quest'ultima proposta si innesti in quella precedente. Afferma che il problema è politico e che si è creata una situazione di disagio dal fatto che istituzioni, anche politicamente alleate, sono entrate in conflitto.

VERGINE precisa che la Legge regionale di riferimento è sempre la 25/1992, e che il Regolamento del Consiglio Regionale del Veneto dice che disegni di legge analoghi debbono avere un esame abbinato ma, mentre il disegno di legge d'iniziativa popolare non può esser emendato, l'altro, d'iniziativa dei consiglieri regionali, si: in questo modo vi sono due disegni di legge analoghi, uno emendabile e l'altro no.

FERRAZZI sostiene che il tema debba esser preso con grande serietà e che con grande serietà va presa qualsiasi proposta. Dichiara d'esser in disaccordo con le definizioni che il Sindaco ha attribuito ai cittadini che hanno firmato per il Referendum di separazione, mentre in questo caso vi sono dei Consiglieri Regionali che fanno quanto la Legge gli conferisce, pur considerando anche la legge Delrio. Afferma che non è questa la sede dove dev'esser definita la costituzionalità o meno del Referendum, mentre ha senso entrare nel merito della questione: ritiene vi siano valide posizioni sia tra chi vuole la separazione sia tra chi preferisce mantenere l'unione, in ogni caso senza nessuna posizione demoniaca. Ad oggi valuta che i motivi per l'unione siano maggiori di quelli per la separazione, anche se nella società odierna sono in continuo divenire. Afferma poi che la Città Metropolitana è oggi inesistente e che, in contemporanea, vengono svuotate di poteri le Municipalità, di cui si stanno ancora aspettando le distribuzioni delle deleghe. Invita i presenti a leggere il patto per la Città di Milano. Sulla proposta di delibera tiene a precisare che si tratta di un'iniziativa dei consiglieri e non dei cittadini e si dichiara d'accordo col fatto che quando i cittadini vogliono esprimersi debbano poterlo fare, mentre in questo caso la questione è diversa.

CENTENARO ribadisce d'aver già detto d'esser d'accordo col fatto che i cittadini si esprimano pur essendo contrario alla separazione. Domanda quali siano i vantaggi di una separazione in tre Comuni, in quanto quelli indicati nella proposta di legge sembrano un mero attacco al Sindaco. Passa in lettura alcuni stralci della nota della Prima Commissione consiliare del Consiglio Regionale del Veneto sul progetto di legge di suddivisione del Comune di Venezia in tre Comuni autonomi. Si sofferma in particolare su quanto scritto alle pagine 1, 2 e 3 della nota sopra citata, in cui sono riportati i temi dell'elezione di Sindaco e dei consiglieri della Città Metropolitana, l'articolazione dei Comuni, i benefici e i principali obiettivi della separazione: tutti temi di cui i cittadini vogliono conoscere costi e benefici. Tiene infine a ricordare che, nel Comune di Venezia, la forza politica che ha presentato il progetto di legge regionale per la Suddivisione del Comune gestisce due assessorati.

SAMBO precisa che il “deliberato” è diverso dalla proposta di delibera precedente, intersecato con la questione di legittimità costituzionale. Sostiene che, al di là di ogni singolo parere, non si è edotti per dare una valutazione complessiva e che è difficile dare un parere nel merito con una sola commissione, svolta il giorno prima del Consiglio, come già detto in alcuni interventi dai consiglieri che l'hanno preceduta; chiede si riconvochi la commissione dato che il parere va fornito entro il 12 ottobre e quindi c'è tempo per riconvocarsi.

VERGINE aggiunge che la delibera va pubblicata per 15 giorni all'Albo comunale.

SAMBO risponde che comunque c'è tempo a disposizione sufficiente per riconvocare la Commissione anche togliendo 15 giorni dalla data del 12 ottobre. Fa presente che in passato si sono svolte diverse commissioni per trattare i temi referendari e che svilire una discussione così importante non consente di fornire una valutazione serena. Ritiene comunque più favorevole la prima proposta, quella d'iniziativa popolare, rispetto a questa, e afferma che bisogna capire i motivi per cui i cittadini richiedono questo. Spiega che le difficoltà derivano dal fatto che da un lato la Città Metropolitana è completamente ferma e senza un piano strategico, mentre dall'altro la Regione, che potrebbe dare delle competenze alla Città Metropolitana, non l'ha fatto e forse mai lo farà, e che inoltre il Sindaco ha svuotato di competenze le Municipalità dando così sostegno a chi vuole i Referendum, dando maggior adito a spinte separatiste. Precisa che decidere sulla legittimità non spetta ai consiglieri, e che anche i pareri finora pervenuti sono importanti ma non dirimenti. Afferma che a pagina 6 della proposta di Delibera sia scritta una falsità, per questo proporrà un emendamento che sostituisca le parole “che coinvolge le Municipalità” con “che riguarda le Municipalità”, visto che queste non sono mai state interessate.

CROVATO concorda con quanto detto dal consigliere Pellicani e con la posizione della capogruppo del Partito Democratico in Regione Alessandra Moretti; chiede al consigliere Ferrazzi di accordarsi anche con la posizione di Zoggia e le altre presenti nel PD. Spiega che ieri la Regione in Commissione non ha invitato il Comune ma, nonostante questo, 9.000 persone vanno comunque rispettate, anche perché queste firme sono state raccolte prima della Legge Delrio. Ritiene esaustiva, tecnica e chiara la relazione fatta dal dott. Vergine e precisa che il Sindaco non è contrario al Referendum ma vuole chiarezza sulla sua legittimità. Ricorda il contenzioso sorto col Cavallino che va avanti dal 1999, non esclude ve ne saranno altri se si deciderà per la separazione e, anche per questo, si dichiara unionista. Ricorda poi che la sinistra è da sempre stata favorevole all'unione del Comune e, pur nel rispetto di chi vuole votare, ribadisce la propria contrarietà alla separazione. Conclude affermando che il voto di domani esprimerà una scelta politica e per questo non vede problemi ad arrivare al voto durante il Consiglio.

SCANO afferma che se il Sindaco avesse voluto disinnescare i quesiti referendari avrebbe potuto farlo in questi mesi, ad esempio rimodulando le Municipalità e dimezzando gli incarichi con la riorganizzazione perché ritiene che, se avesse agito così, i proponenti referendari non avrebbero più avuto in mano azioni per giustificare vantaggi e risparmi di spesa che questi prevedono con la separazione. Ugualmente se sul “bando periferie” il Sindaco avesse chiesto più soldi per Mestre e Marghera e non per il Tribunale e l'ex Casinò del Lido, avrebbe disinnescato il Referendum. Spiega che questi, assieme all'acquisto dei 107 ettari dell'area Syndial a Porto Marghera, sono temi concreti, motivi sostanziali cui non è stata data risposta in questi 15 mesi.

VISMAN sostiene che se il Sindaco avesse seguito l'iter della Legge Delrio avrebbe potuto iniziare un percorso come Consiglio comunale, per aprire un dibattito, e che questo è stato chiesto con una mozione bocciata dalla maggioranza. Ritiene importante aprire una discussione nel merito, mentre queste proposte di delibera non consentono mai di entrarci: in questo modo, afferma che non vi sono strumenti sufficienti per poter decidere.

CHIAIA spiega che da un punto di vista giuridico-amministrativo è stato dato un parere, che non è pro veritate come quello della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Tiene a precisare che se fosse passato il precedente Referendum non sarebbe stata istituita la città Metropolitana perché ci sarebbe stata una popolazione inferiore ai 300.000 abitanti. Aggiunge poi che o è meritevole la separazione in due o quella in tre. Afferma che la questione è delicata e comporterebbe le seguenti conseguenze. In caso di separazione in 2, l'attività sarebbe legata a garantire il trapasso dei dipendenti e a gestire possibili azioni legali, col rischio di aprire buchi, con 2 Comuni paralizzati e con un commissario della Città Metropolitana che dovrà disporre della suddivisione del patrimonio tra Venezia e Mestre, con conseguente paralisi della Città Metropolitana e forse la sua morte. Afferma che se volevano portare avanti questa battaglia potevano modificare la legge 25/1992: in ogni caso vi sarebbe una situazione di incertezza.

SENNO chiede, nel caso in cui passi il referendum, quanto tempo sia previsto per lo scorporo effettivo dei Comuni.

CHIAIA risponde al consigliere Senno che, senza contenziosi e impugnazioni direbbe ¾ anni.

SAMBO chiede cosa si intenda in merito alla questione del coinvolgimento delle Municipalità indicato a pagina 6 della proposta di delibera e di cui ha parlato prima.

VERGINE le risponde che si intende “che riguarda le Municipalità”.

SITRAN desidera entrare nel merito del progetto di legge regionale che prevede la divisione in tre Comuni, per la stesura del quale ha fornito il proprio contributo, spiegando che si tratta di una proposta per dare spinta a una veloce riqualificazione urbana e per effettuare le bonifiche a Marghera, nell'ambito di una metropoli policentrica per la quale avere 44 o 45 Comuni cambia poco. Tiene a precisare che la legge Delrio promuove la fusione di piccoli Comuni e la divisione del Comune Capoluogo. Afferma che il Sindaco, in campagna elettorale, si era impegnato a favorire il Referendum mentre oggi sminuisce l'organizzazione e farà di tutto per impedire che i cittadini si esprimano. A conclusione spiega che la Legge 25/1992 è l'applicazione diretta della Costituzione e che la competenza delle Regioni, in materia di scorporo di un Comune per motivi economici e sociali, è una riserva di legge che la Costituzione dà alla Regione: per questo motivo - sostiene - nessuno darà ragione a chi si oppone al Referendum.

Alle ore 18:00 la presidente Locatelli, preso atto di quanto emerso dal dibattito, propone di inviare il provvedimento in Consiglio comunale in discussione e dichiara chiusa la riunione.
La commissione approva.

 

 

 

 

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A cura della segreteria della Commissione
Pubblicato il 21-09-2016 ore 08:29
Ultima modifica 21-09-2016 ore 08:29
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