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II Commissione - Verbale

Seduta del 07-07-2016 ore 14:30
congiunta alla IX Commissione

 

Consiglieri componenti le Commissioni: Luca Battistella, Maika Canton, Barbara Casarin, Saverio Centenaro, Ciro Cotena, Maurizio Crovato, Paolino D'Anna, Francesca Faccini, Rocco Fiano, Gianpaolo Formenti, Enrico Gavagnin, Giancarlo Giacomin, Giovanni Giusto, Elena La Rocca, Lorenza Lavini, Bruno Lazzaro, Deborah Onisto, Giorgia Pea, Giovanni Pelizzato, Paolo Pellegrini, Nicola Pellicani, Monica Sambo, Davide Scano, Alessandro Scarpa, Renzo Scarpa, Matteo Senno, Ottavio Serena, Chiara Visentin, Sara Visman

 

Consiglieri presenti: Maika Canton, Barbara Casarin, Saverio Centenaro, Ciro Cotena, Maurizio Crovato, Paolino D'Anna, Francesca Faccini, Gianpaolo Formenti, Giovanni Giusto, Elena La Rocca, Bruno Lazzaro, Deborah Onisto, Paolo Pellegrini, Nicola Pellicani, Monica Sambo, Davide Scano, Alessandro Scarpa, Matteo Senno, Ottavio Serena, Sara Visman, Silvana Tosi (sostituisce Enrico Gavagnin)

 

Altri presenti: Assessore Giorgio D'Este, Assessore Francesca Guzzon, Direttore Marco Agostini, Direttore Alessandro Martinini, Condirettore Generale Venis S.p.A. Marco Bettini

 

Ordine del giorno della seduta

  1. Esame della Proposta di Deliberazione PDD.2016.246 Indirizzi per la semplificazione dei controlli alle imprese e introduzione della diffida amministrativa nei procedimenti di accertamento delle violazioni amministrative nel territorio del Comune di Venezia ai sensi dell'art.14, comma 5,del decreto legge 9 febbraio 2012, n.5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n.35 e dell'art. 2 bis della legge regionale 28 gennaio 1977, n.10.

Verbale

Alle ore 14:45 il consigliere Pellegrini assume la presidenza e, constatata la presenza del numero legale, dichiara aperta la seduta. Legge l'ordine del giorno e lascia la parola all'Assessore.

D'ESTE spiega si tratta di un procedimento noto, di un ausilio al rapporto con il cittadino, in questo caso con il settore Commercio, per non intervenire pesantemente sui pubblici esercizi e dare la possibilità al commerciante cui venga riscontrata una violazione, la possibilità di rimediare. Valuta ottimo il lavoro svolto dal Comandante della Polizia Municipale e positiva la volontà del Sindaco di voler applicare la Diffida amministrativa con modalità diverse rispetto alle altre realtà italiane che l'hanno adottata, utilizzando cioè dei supporti informatici per controllare le violazioni coinvolgendo anche gli altri soggetti interessati. L'aspetto informatico riguarda la creazione di un database: rispetto alle altre città dov'è stata adottata, e dove non funziona, si vuole creare una banca dati per farla funzionare. Aggiunge servirà poi un'analisi di quali sanzioni far rientrare nei provvedimenti e quali no.

GUZZON precisa si tratta di uno strumento fortemente voluto dalle associazioni di categoria in un'ottica di collaborazione tra Amministrazione e commercianti.

AGOSTINI informa che l'istruttoria è durata sei mesi e che sono stati determinanti i passaggi in commissione di un mese fa. Si tratta di un lavoro istruttorio complesso, una volta esaminata la duplice normativa. Il Decreto Legge nr.5 del 9/2/2012 ha generato il Protocollo d'Intesa con le linee guida sulle attività di controllo sulle attività produttive che comprendono un approccio amicale nei controlli, che debbono esser programmati. Il Decreto introduce in forma soft la logica della Diffida amministrativa, ovvero per violazioni spesso formali che non incidono sulla natura del commercio, date ad esempio da piccole disattenzioni o dalla complessità della norma, si dà un congruo termine per sanare le irregolarità, poi l'accertatore torna e, se la situazione è stata sanata, blocca il procedimento sanzionatorio. La Regione Veneto, in seguito anche al famoso caso del calcetto balilla del Bar “Il Palco” a Mestre, ha fatto inserire a sua volta in fretta e furia, all'interno della legge finanziaria regionale del 2014, l'istituto della Diffida amministrativa modificando la precedente legge all'art. 2-bis. In questo modo fissa un termine agli istituti sanabili in 10 giorni, mentre la legge dello Stato era più larga. Afferma che questi sono i paletti entro cui si è mossa l'Amministrazione comunale. È stato fondamentale identificare di preciso i provvedimenti sanzionatori (tantissimi) e poi svolgere un lavoro certosino analizzando Direzione per Direzione i procedimenti e la normativa di riferimento. Informa che quando la delibera era pronta, a febbraio 2016, a causa della discrasia tra normativa regionale e statale nell'ampliamento delle materie da sottoporre a controlli, è stata inviata una domanda di chiarimenti al Ministero di cui si è ancora in attesa di ricevere risposta. Poi si è svolta la commissione in cui i consiglieri hanno deciso di andare avanti e quindi è stata presentata la proposta di delibera. L'istituto prevede, senza possibilità di recidiva per 5 anni, per le attività in cui sono state riscontrate delle irregolarità, la possibilità di sanarle entro 10 giorni. Se la situazione viene sanata il verbale si chiude, altrimenti si apre il procedimento sanzionatorio. Il problema è che i soggetti adibiti al controllo sono molteplici, cita Polizia Municipale, Vigili del Fuoco, Ulss, Guardia di Finanza, per cui un altro punto cardine è l'elaborazione della banca dati per contenere la storia di tutte le aziende. Questo perché chi svolge l'accertamento deve sapere se il responsabile dell'attività è già stato diffidato nei 5 anni precedenti o meno: la banca dati è uno strumento di raccordo e coordinamento per consentire un'attività efficace, che a sua volta raggruppa diverse banche dati, e per far questo Venis si è portata avanti col lavoro. Servirà ovviamente un'attività di formazione del personale per gestire le banche dati che saranno consultabili da tutti gli addetti ai controlli. In allegato A sono riportati tutti i procedimenti cui si riferiscono le violazioni riscontrate negli ultimi 20 anni.

BETTINI spiega che si sono cimentati in stretta collaborazione col settore commercio della Polizia Municipale e che hanno preso le informazioni necessarie all'interno degli attuali sistemi, per poter leggere in tempo reale i dati del portale delle imprese e commercio, ad esempio per le Scia. Il sistema è pensato per un utilizzo in mobilità, ad esempio con tablet, per avere in tempo reale accesso a tutte le informazioni. Sarà inoltre creato un database nuovo per gestire la fase delle diffide, sempre cercando d'utilizzare i sistemi esistenti.

PELLEGRINI desidera porre due domande, la prima riguarda la non ripetibilità del comportamento da sanzionare, anche se riguarda ad esempio delle situazioni diverse che coinvolgono lo stesso soggetto.

AGOSTINI gli risponde che è un trattamento oggettivo, cioè ciascun soggetto per ciascun tipo di inadempimento può esser diffidato una sola volta.

PELLEGRINI espone la seconda domanda, più tecnica, per sapere come funziona il recepimento degli input.

BETTINI risponde che utilizzeranno la tecnologia responsive design, con lo stesso interfaccia per desktop e mobile. I dati immessi saranno subito on line, non servirà tornare in ufficio per farlo.

SAMBO chiede se abbiano sollecitato la risposta al Ministero o reiterato la domanda e, in riferimento a quanto emerso nella commissione che ha precedentemente trattato questo tema, in cui si diceva di applicare la Diffida temporaneamente così per poi estenderla in un secondo momento, cosa rimanga al di fuori delle sanzioni.

AGOSTINI le risponde che restano fuori il settore trasporti e quella parte del settore edilizia non collegata alle attività produttive. Tutte le altre materie previste nella Legge Regionale sono state messe.

CENTENARO valuta positivo il procedimento, ritiene sarebbe stato importante invitare anche le associazioni di categoria per sentire le loro esigenze. Cita come esempio il problema dei plateatici in centro storico, in cui ad esempio è spesso il cliente a spostare la sedia: al riguardo chiede se sia prevista una percentuale di tollerabilità per i plateatici.

AGOSTINI risponde che il problema è capire cosa si intende per tollerabilità, nel caso va spiegato nel regolamento di occupazione suolo pubblico. Afferma che il personale della Polizia Municipale applica le norme e che, sull'esempio delle sedie posizionate fuori dalla concessione, ha sempre agito con buon senso; spesso però le situazioni sono più grandi e più gravi della semplice sedia, considerati i notevoli interessi in gioco sull'occupazione suolo pubblico. Le scelte politiche sull'occupazione suolo pubblico spettano all'Amministrazione che le deve valutare, ovviamente con la Soprintendenza: la tolleranza va bene ma fino a un certo punto. Cita alcuni esempi di “tolleranze” che poi hanno creato delle situazioni esagerate, situazioni in affitto d'azienda che alla terza sanzione cambiano la titolarietà e volturano: correre dietro al precedente titolare è inutile, questo è un tema concreto da affrontare perché è diventato uno strumento per eludere la normativa. Afferma che se tutti stessero nei limiti delle proprie concessioni la città sarebbe più vivibile. Si auspica vengano trovate delle modalità tipo, che deve decidere il Consiglio, per stabilire le concessioni, dopodichè quanto deciso va rispettato perché il sistema delle tolleranze rischia di aprire un fronte che non si riesce a governare.
Alle ore 15:40 escono i consiglieri Senno e D'Anna).

D'ESTE aggiunge un aspetto politico: nelle Linee guida del Sindaco è inserita la condizione di far ripartire l'economia senza andar contro ai commercianti ma, detto questo, anche questi ultimi debbono avere buon senso. Spesso non si tratta di una sedia ma di diversi tavoli con sedie. Come Amministrazione bisogna avere una gestione del tema assieme ai commercianti e, per questo, valuta positivo poter fare un passaggio con le associazioni di categoria che, a loro volta, dovranno fare uno sforzo per spiegare la situazione ai propri associati: la tollerabilità deve arrivare da entrambe le parti. Vanno valutate concessioni orarie e temporanee.

VISMAN domanda se i punti scritti nella Legge Regionale dopo il “Considerato che”, possono essere modificati.

AGOSTINI le risponde che è possibile toglierne, non aggiungerne.

ONISTO prende spunto dalle parole del Comandante della Polizia Municipale che ha accennato alla complessità del territorio e di attività nell'intento di comprendere la chiave di lettura del provvedimento. Per applicare la Diffida le Amministrazioni debbono aver chiarezza dei procedimenti, con check list e quant'altro: chiede se il Comune di Venezia abbia fornito questi elementi ai cittadini e se la Regione Veneto si sia data delle linee guida.

AGOSTINI le risponde che la Regione Veneto no, mentre ad esempio l'Emilia Romagna crede di si.

ONISTO chiede se possono dotarsi di linee guida.

AGOSTINI precisa che il Consiglio ha sempre facoltà di dare indirizzi, ma si tratta di una questione delicata: l'uso degli strumenti va equilibrato.

ONISTO chiede, in riferimento all'Allegato A, se sia diviso per settore o in caso contrario se si possa dividerlo per renderlo più chiaro, più facilmente utilizzabile.

AGOSTINI le risponde che l'ordine è quello descritto nella Legge Regionale, che sulle norme di legge, dove non c'è descritto un riferimento, in effetti non è molto intelligibile.

ONISTO chiede informazioni sulla Conferenza dei servizi.

AGOSTINI precisa che si tratta di un modo elegante per costringere tutti a partecipare.

ONISTO chiede se la banca dati sia a cura e onere dei soggetti deputati ai controlli o se sia solo a carico del Comune.

AGOSTINI risponde che è a carico solo del Comune.

FORMENTI consapevole che non è un argomento molto attinente con la discussione, domanda se vi sia una capienza massima d'assemblamento di persone all'interno dei pubblici esercizi.

AGOSTINI risponde che se ci sono posti a sedere la capienza è collegata ai servizi igienici, che senza servizi non si possono mettere tavoli, altre limitazioni alla capienza sono collegate alla prevenzione incendi.

FORMENTI precisa che si riferiva al commercio al minuto, per capire se è previsto un numero massimo di persone che possono stare dentro a un negozio di tot metri quadri.

MARTININI spiega che qualsiasi locale dovrebbe avere l'agibilità: indicazioni al riguardo sono quindi in quel documento. Per la parte che riguarda la somministrazione di alimenti e bevande c'è l'ASL, mentre per la parte commerciale non vede limitazioni.

FORMENTI chiede se l'utilizzo, l'accesso ai contenuti della banca dati possa esser autorizzato anche al consigliere comunale.

AGOSTINI risponde che dipende, che quest'ultimo avrà a disposizione i dati suddivisi in tipologie di sanzioni ma senza indicazione dei soggetti coinvolti.

PELLEGRINI tiene a far sapere di non essere d'accordo con la percentuale di tolleranza di cui ha parlato il consigliere Centenaro in quanto i residenti in centro storico sono vittime di questa tolleranza. Chiede se nelle linee guida si faccia riferimento a una trasparenza sui tempi e modalità di controllo e se questo non voglia dire avvisare i soggetti interessati di quando avranno il controllo.

AGOSTINI precisa che non vuol dire questo, ma che quest'anno, ad esempio, verranno controllati tot bar, tot parrucchieri ecc.

PELLEGRINI chiede se sia possibile avere una garanzia fidejussoria per le sanzioni.

AGOSTINI afferma che la normativa non lo prevede, cita alcuni esempi al riguardo da cui risulta come sia utile, ai fini della riscossione della multa, sanzionare solo gli italiani.

VISMAN chiede se i regolamenti citati nella proposta di delibera possono esser messi a disposizione dei consiglieri, magari con i relativi link.

TOSI ritiene che sia triste che sia stato affermato che sia utile sanzionare solo gli italiani

Alle ore 16:30, esaurito l'ordine del giorno, il Presidente dispone di inviare il provvedimento in Consiglio comunale per la discussione e dichiara chiusa la seduta.

 

 

 

 

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A cura della segreteria della Commissione
Pubblicato il 24-08-2016 ore 08:55
Ultima modifica 24-08-2016 ore 08:55
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