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I Commissione - Verbale

Seduta del 17-05-2017 ore 17:00
congiunta alla IX Commissione

 

Consiglieri componenti le Commissioni: Luca Battistella, Maika Canton, Barbara Casarin, Felice Casson, Saverio Centenaro, Ciro Cotena, Maurizio Crovato, Paolino D'Anna, Francesca Faccini, Andrea Ferrazzi, Rocco Fiano, Gianpaolo Formenti, Enrico Gavagnin, Giovanni Giusto, Elena La Rocca, Lorenza Lavini, Marta Locatelli, Deborah Onisto, Giorgia Pea, Giovanni Pelizzato, Paolo Pellegrini, Nicola Pellicani, Francesca Rogliani, Monica Sambo, Davide Scano, Alessandro Scarpa, Renzo Scarpa, Matteo Senno, Ottavio Serena, Chiara Visentin, Sara Visman

 

Consiglieri presenti: Barbara Casarin, Saverio Centenaro, Ciro Cotena, Paolino D'Anna, Rocco Fiano, Gianpaolo Formenti, Giovanni Giusto, Elena La Rocca, Giovanni Pelizzato, Paolo Pellegrini, Nicola Pellicani, Francesca Rogliani, Monica Sambo, Alessandro Scarpa, Matteo Senno, Ottavio Serena, Sara Visman, Alessio De Rossi (sostituisce Chiara Visentin), Giancarlo Giacomin (sostituisce Marta Locatelli), Silvana Tosi (sostituisce Maurizio Crovato)

 

Altri presenti: Assessore Michele Zuin, Dirigente Marzio Ceselin, Segretario Organizzativo Fondazione Musei Civici di Venezia Mattia Agnetti, Sindacalisti Donatella Ascoli, Monica Zambon, Enrico Pellegrini

 

Ordine del giorno della seduta

  1. Discussione della mozione nr. d'ordine 692 (nr. prot. 28) con oggetto "Appalto Musei Civici", inviata da Monica Sambo
  2. Discussione della mozione nr. d'ordine 699 (nr. prot. 30) con oggetto "Bando d’appalto per la gestione dei servizi museali integrati Musei Civici", inviata da Felice Casson
  3. Discussione della mozione nr. d'ordine 731 (nr. prot. 38) con oggetto "Procedure di gara per l'affidamento in appalto dei servizi museali integrati nelle sedi dei Musei Civici di Venezia", inviata da Andrea Ferrazzi

Verbale

Alle ore 17:30 la Presidente Sambo, constatata la presenza del numero legale, dichiara aperta la seduta e legge i tre punti iscritti all'ordine del giorno. Propone di accorpare la discussione delle tre mozioni.
La commissione approva.
Consegna ai consiglieri un foglio con l'estratto dell'art.29 del D.Lgs n. 276 del 10/09/2003, come modificato da D.L. 17/3/2017, n.25; dell'art. 50 (Clausole sociali del bando di gara e degli avvisi) del D.Lgs 50/2016 e sempre dell'art. 50 del D.Lgs 50/2016 così come modificato dal decreto legislativo n.56 del 19 aprile 2017. Spiega che il bando usciti negli ultimi mesi che riguarda i dipendenti della Fondazione Musei Civici di Venezia prevede una sorta di clausola sociale che, secondo i firmatari delle tre mozioni, non è sufficiente: per questo la richiesta univoca è di modificare o ritirare il bando, anche alla luce di recenti normative che ne modificano il contesto, come da nota consegnata. Precisa che con la modifica apportata al Codice degli appalti dal decreto legislativo n. 56 del 19/4/2017 non si parla più di possibilità d'inserimento della clausola sociale ma dell'obbligatorietà ad inserirla, pur sapendo che tale norma non è retroattiva. Auspica comunque un intervento a tutela dei lavoratori così come per quelli di Veritas e del Casinò per i quali la clausola – che passa in lettura - è stata inserita.

ASCOLI dichiara di prendere la parola in qualità di delegata Filcams Cgil, a nome di tutti i lavoratori dei Musei civici, Valuta importante soffermarsi per capire chi sono questi lavoratori: si tratta di 450 persone che coprono la quasi totalità dei servizi dei musei, quali accoglienza, vigilanza, visite, bookshop, biglietterie e altri, e che per la maggior parte sono donne, con un'età media di 45 anni, per le quali, in questo momento, mantenere la propria condizione lavorativa equivale a mantenere la propria autonomia di vita data la quasi certezza, in caso contrario, di non trovare altri posti di lavoro. Chiede il totale ritiro del bando perché non c'è la clausola sociale, non c'è nessuna garanzia di tutela del posto di lavoro anche se la clausola si può inserire senza alcun impedimento normativo. Il bando prevede inoltre un taglio di postazioni lavoro e di ore: questo, oltretutto, è un taglio alla cultura che questi lavoratori conservano e tutelano, un ulteriore motivo per cui sono contrari alle scelte dell'Amministrazione. Chiede che siano mantenute tutte le postazioni di lavoro e le ore, i contratti nazionali e gli integrativi e tutti i diritti acquisiti, e che non sia applicato il Jobs Act che causerebbe la perdita della tutela dei diritti previsti dall'art.18. Aggiunge che nel corso degli ultimi anni si sono visti nei musei contratti precari, lavoratori volontari, situazioni contro cui hanno manifestato. La vertenza iniziata un anno e mezzo fa ha costruito una mobilitazione importante e riuscita contro l'indifferenza e le offese del Sindaco che ha rilasciato alcune dichiarazioni di cui rimangono esterrefatti: annuncia che non si fermeranno finché non raggiungeranno l'obiettivo.

SAMBO ricorda che l'80% dei lavoratori all'interno dei musei è di genere femminile e dichiara di non condividere le dichiarazioni del Sindaco sul fatto che i lavoratori fanno una battaglia perché non voglio lavorare: auspica le voglia ritrattare. Precisa che l'appalto prevede che si lavori di meno, non di più, e ripete che la clausola sociale non c'è perché è inserita la parola “valuterà” che non implica nessun vincolo per chi vincerà l'appalto che, appunto, potrà valutare che fare. Richiede la modifica del bando, così come richiesto con un'interpellanza ben prima fosse pubblicato il bando stesso, così come chiedono le mozioni in discussione.

FIANO spiega che la mozione nr.699 iscritta al secondo punto dell'ordine del giorno ha lo stesso spirito e le stesse finalità prima richiamate per cui, come già detto durante il Consiglio comunale, ribadisce la richiesta che vi sia un intervento per ritirare il bando o sospenderlo.

AGNETTI ricorda che il contratto in essere è scaduto da poco e l'Amministrazione si è mossa da un anno per predisporre i documenti di gara, al fine di garantire la continuità del servizio e migliorarne la qualità, affinché la gara stessa non si prestasse a problemi tecnici per evitare ricorsi a discapito proprio di chi vi lavora. Hanno lavorato sul capitolato di gara per farlo corrispondere al 100% al Codice degli appalti, alla normativa europea e nazionale. Precisa che quando è stato costruito il bando, l'art.50 del Codice degli appalti non prevedeva l'obbligatorietà della clausola sociale ma l'Amministrazione, valutata la preoccupazione dei lavoratori, ha deciso d'inserire comunque una formulazione della clausola sociale che ritiene essere la più chiara e corretta, non attaccabile in sede di ricorso. Ricorda come vi siano delle sentenze che hanno annullato delle gare proprio perché la formulazione della clausola sociale non era idonea; nella pratica sostiene abbiano di fatto anticipato le modifiche previste con l'ultimo decreto. É loro dovere pubblicare gare che non si prestino a ricorsi e che siano allineate con la giurisprudenza. Afferma che la formulazione della clausola sociale così come scritta non ha motivo d'esser modificata; il capitolato di gara, di fatto, la predispone mettendola in linea e in continuità con l'attuale servizio e non modifica il volume di lavoro: il risultato di questo lavoro nasce dal rispetto dell'ICOM (International Council of Museum) introducendo le caratteristiche da questo richieste.

VISMAN sostiene di non comprendere quale sia il nesso tra quanto detto da Agnetti e la clausola di salvaguardia: ritiene ci sia stata una forzatura, nata da un pregiudizio; ribadisce di non capire perché la clausola non possa esser inserita e chiede che le venga rispiegato.

AGNETTI spiega che il problema è sulla modalità di formulazione della clausola di salvaguardia sociale che c'è e garantisce al contempo il bando del rischio di esposizione a ricorsi. Aggiunge che una recente sentenza del Tar ha bocciato una gara proprio perché è illegittima quella clausola di salvaguardia sociale che finisce per imporre il personale di un precedente appalto. Legge un estratto della sentenza. Nel caso dei musei veneziani il gestore subentrante dovrà presentare delle proposte per dei servizi che sono praticamente gli stessi di oggi, con i profili dei lavoratori che ci sono oggi, per cui la clausola di salvaguardia inserita come scritta, sommata al capitolato, è, di per sé, garanzia di continuità.

LA ROCCA chiede, se è illegittimo imporre il personale di un precedente appalto come ha detto Agnetti, se sia invece possibile inserire un punteggio preferenziale per chi salvaguardia il lavoro.

Alle ore 18:00 escono i consiglieri Casarin, Serena, Scarpa A. e D'Anna.

AGNETTI precisa che il capitolato, per una parte dei punteggi, fotografa le professionalità che lavorano attualmente.

LA ROCCA ribatte che così com'è formulato non soddisfa, in quanto le competenze possono arrivare anche da fuori. Chiede invece la conferma di quanto chiesto in precedenza sul punteggio preferenziale.

AGNETTI le risponde che non è a conoscenza se si possa inserire o meno un punteggio del genere.

LA ROCCA ribadisce la richiesta di inserire un punteggio che abbia un peso importante per chi mantiene i dipendenti.

TOSI precisa di voler fare una domanda da “si o no” e chiede se questa formulazione della clausola sociale è corretta secondo la recente giurisprudenza del 20 maggio.

AGNETTI risponde di si.

SAMBO precisa che tale clausola non vincola, dicendo “valuta” e non “garantisce”, e che l'estratto della sentenza letta da Agnetti non riporta la formulazione che era stata fatta, per cui va intesa e interpretata bene perché potrebbe dire anche altro. Si tratta di una volontà politica, la nuova legge entrerà in vigore il 20 maggio prossimo.

Alle ore 18:20 esce il consigliere Pelizzato.

TOSI prende atto che Agnetti ha detto che la formulazione è corretta e aggiunge che pertanto, se i lavoratori ricorreranno, dovrebbe esser lui a risponderne anche economicamente.

SAMBO ricorda che una nuova clausola poteva esser inserita e che il bando va ritirato.

PELLICANI premette che i Consiglieri non sono tecnici: capisce le prudenze nella costruzione del bando però sostiene che il suo compito sia politico: ricorda come la settimana prossima ci sarà un Consiglio comunale su due gravi casi occupazionali del territorio e che ieri notte è fallita la trattativa con i lavoratori del Casinò, per cui chiede a quest'Amministrazione di dire chiaramente se vuole difendere questi 450 lavoratori o meno.

ZUIN ritiene la questione vada valutata esclusivamente da un punto di vista tecnico e non politico, per un dibattito che si incentra su locuzioni verbali. Afferma che così com'è il bando è rispettoso della legge ed evita il rischio d'esser impugnato: il Sindaco ha infatti scritto assieme alla Fondazione Musei proprio per promuovere la continuazione lavorativa. Chiede quale guadagno avrebbe infatti l'Amministrazione a non tenere gli stessi lavoratori e ricorda che bisogna evitare che il bando venga cassato: il tutto dev'esser regolare e i dipendenti riassunti.

CESELIN informa che non esiste una norma che indichi i contenuti della clausola sociale ma v'è solo giurisprudenza che dice cosa non ci deve essere; la clausola sociale inserita, così come scritta, evita possibili impugnative o problematiche al bando, per cui è pienamente legittima.

ZAMBON dichiara che in qualità di segretaria generale della Filcams Cgil si occupa di appalti da molti anni. Afferma che la parte citata della sentenza del TAR Toscana non può esser letta così a salti, in quanto in quei termini la sentenza dice solo “troppo restrittivi”, una formulazione che può esser letta in vari modi. Spiega che sono 30 anni che i Musei Civici sono in appalto e che la clausola c'è sempre stata; come infatti è stata inserita per Veritas, per il Casinò e di recente per l'appalto delle biblioteche. Si dice molto preoccupata, vi sono 450 famiglie a rischio e nessuna norma vieta la costruzione della clausola sociale. Ricorda che da tempo hanno chiesto un tavolo tecnico e che un tempo ci si trovava con l'Amministrazione per discuterne nel merito. Cita l'esempio dell'Università di Ca' Foscari per testimoniare il rischio che si inseriscano avventori e non vede il motivo per non inserire una modifica, possibile tra una settimana, che scongiurerebbe tali rischi. La posta in gioco è alta. Ricorda che a Venezia quando le parti sociali si sono interrogate hanno prodotto, nel 1998, un protocollo che ha ancora effetti, oltre ai contratti integrativi che neanche la più becera delle aziende ha stracciato. I contratti nazionali fungono poi da deterrente contro chi vuole fare riciclaggio per cui, afferma, chi non inserisce la clausola è complice. Ricorda che a Ca' Foscari la vicenda si è conclusa con l'Università che si è trovata col doppio del personale. Un altro elemento su cui pone l'attenzione è dato dal fatto che questo è un appalto pubblico, con una grossa fetta di lavoro femminile, all'opposto di Veritas e Casinò, per cui potrebbe esserci una discriminazione indiretta già punita più volte dalla Comunità Europea. Ricorda che è legittimo poter ritirare la gara e non volerlo fare è incomprensibile. Attende delle risposte. Chiede al Consiglio comunale di aiutare questi lavoratori che hanno una maturazione professionale senza eguali, con stipendi medi di 700€ al mese, e di mandarli a casa sereni.

SAMBO passa in lettura la clausola sociale delle biblioteche citata da Zambon.

FORMENTI ritiene che la commissione odierna sia un tentativo di contrattazione sindacale. Ritiene occorra porsi una paio di domande, su chi sia in verità il datore di lavoro e se la Fondazione Musei Civici può gestire autonomamente i propri ambiti di gara in base alle proprie esigenze. Non crede che Fondazione Musei sia autolesionista e voglia correre il rischio di perdere chi ha lavorato positivamente: non ha competenze tecniche ma si fida delle richieste fatte dalla Fondazione, per evitare il rischio che arrivi un organo superiore a decidere sulle nostre teste. Comprende la difficoltà e la paura dei lavoratori, e anche se non è facile non se la sente di prendere delle scelte che autorizzerebbero modifiche che possono invalidare il lavoro stesso. Si fida di Agnetti che dice che così il bando è inattaccabile.

FIANO si dice spiazzato dall'intervento che l'ha preceduto perché non capisce come il diritto al lavoro o alla sua stabilizzazione possa esserci solo oggi e domani no, afferma che non si può ragionare così. Aggiunge che serve uniformità, se è stato fatto il bando per le biblioteche chiede per quale motivo non possa esser ripreso. Puntualizza che non si sta chiedendo di gonfiare l'organico ma la semplice riconferma di quello attuale: se come dicono tutti ci sono degli appigli a garanzia di questo allora va ritrovata una soluzione per mantenere in servizio queste persone, dove sono e servono, così come faranno nel Consiglio convocato per il prossimo 25 maggio. Chiede di interrompere e adeguare il bando.

FORMENTI capisce le preoccupazioni del consigliere Fiano, dichiara d'essere per la tutela del lavoro in generale, così come crede lo sia anche la Fondazione. Precisa che però non si può confrontare questo caso con quelli che verranno portati in Consiglio comunale il 25 maggio, si tratta di due imprese private non paragonabili,

Alle ore 18:40 esce il consigliere Centenaro.

VISMAN chiede se tecnicamente sia possibile o meno bloccare il bando ed inserire una nuova clausola, alla luce della nuova normativa.

CESELIN risponde che non esiste una normativa sui contenuti della clausola come spiegato in precedenza e che l'attuale formulazione è più prudente di quella delle biblioteche perché gli appalti sono diversi, questa pesa di più, non sono comparabili. Questa clausola garantisce l'Amministrazione da possibili ricorsi.

ZUIN afferma che oggi è stato giusto ascoltare il dibattito e che vi sono tre mozioni all'ordine del giorno, da reinviare in Consiglio comunale. Aggiunge che dal punto di vista tecnico hanno già risposto.

SAMBO riformula la domanda della consigliera Visman.

Alle ore 18:50 escono i consiglieri La Rocca e Senno

FIANO sostiene che in questo caso non serva aspettare il Consiglio comunale, ricorda come ieri ad esempio la commissione si sia riconvocata al volo; la scadenza del bando è il 29 maggio, chiede di fermarsi.

ZUIN riprende le tre mozioni che indicano degli impegni per la Giunta e su cui si esprimerà il Consiglio, mentre oggi è stato esaminato il parere dei tecnici.

PELLEGRINI E., sindacalista Filcams Cgil, afferma sia vergognoso discutere di questi problemi in un ambiente come quello della Fondazione Musei dove lavorano aziende che guadagnano 2,5 milioni di euro l'anno. Rileva che oggi vengono messi in discussione gli stessi lavoratori che ieri erano addirittura stati precettati dal Prefetto perché indispensabili. Constata l'assenza del Sindaco che ritiene abbia a cuore le vicende di altri lavoratori ma non gestisca quelle di casa sua. Valuta netta e chiara la volontà politica: o si pone una clausola sociale degna o si vuole fare altro, chiede che se ne assumano la responsabilità.

Alle ore 19:05 escono i consiglieri Giusto, Pellegrini, Giacomin, Cotena, Formenti, De Rossi, Rogliani.
Alle ore 19:05 la Presidente Sambo dichiara chiusa la seduta per mancanza del numero legale.

 

 

 

 

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A cura della segreteria della Commissione
Pubblicato il 19-05-2017 ore 13:24
Ultima modifica 19-05-2017 ore 13:24
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