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Movimento 5 Stelle - Interpellanza nr. d'ordine 469

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nr. d'ordine nr. protocollo data pubbl. proponente assessore competente data protocollo data scadenza tipo risposta
469 82 19/08/2016 Davide Scano
 
Assessore
Massimiliano De Martin
 
e p. c.
Alla Presidente della V Commissione
30/08/2016 29/09/2016 in Commissione

 
tipo comunicazionedata pubblicazionetesto
verbale seduta commissione consiliare19-01-2018Leggi

 

Venezia, 19 agosto 2016
nr. ordine 469
n p.g. 82
 

All'Assessore Massimiliano De Martin


e per conoscenza

Alla Presidente della V Commissione
Alla Presidente del Consiglio comunale
Al Sindaco
Al Capo di Gabinetto del Sindaco
Ai Capigruppo consiliari
Al Vicesegretario Vicario

 

Oggetto: Il futuro delle attività di controllo inquinanti nella laguna di Venezia - INTERPELLANZA a risposta orale ai sensi dell’art. 8 del Reg. C.C.

Tipo di risposta richiesta: in Commissione

 

Premesso che


1. la tutela della città di Venezia e del suo territorio dagli inquinanti delle acque è oggi affidata al Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia (nel seguito, Provveditorato), ex Magistrato alle Acque, in forza di numerosi provvedimenti legislativi che costituiscono l’insieme delle “LEGGI SPECIALI PER VENEZIA”: legge 5 marzo 1963, n. 366; legge 16 aprile 1973, n. 171; DPR 20 settembre 1973, n. 962; legge 31 maggio 1995, n. 206; decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto col Ministro dei lavori pubblici, 23 aprile 1998, e s.m.i., D.M. del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto col Ministro dei lavori pubblici, 30 luglio 1999, e s.m.i.; legge 28 luglio 2004, n. 192;


2. il Provveditorato è articolato in sette Uffici di livello dirigenziale non generale; in particolare, l’Ufficio 2 Tecnico per la Regione Veneto, con sede in Venezia, ha assunto, oltre ai compiti assegnati in via generale, anche tutti i compiti attribuiti all’ex Ufficio Tecnico per l’Antinquinamento della laguna di Venezia (UTA). Nello specifico, tale ufficio svolge:
- valutazione ed espressione di pareri sulla validità dei trattamenti di depurazione delle acque reflue recapitanti in laguna di Venezia;
- verifica della conformità al progetto degli impianti di depurazione realizzati, con obbligo di comunicazione all’Autorità Giudiziaria di situazioni di difformità o inadempienza;
- rilascio di autorizzazioni allo scarico dei reflui civili (6.400 autorizzati ai sensi della legge n. 206/1995);
- rilascio di autorizzazioni e concessioni alle derivazioni di acqua lagunare e agli scarichi industriali (268 autorizzati ai sensi della legge n. 171/1993);
- monitoraggio del funzionamento degli impianti di depurazione presenti nel centro storico di Venezia e isole (175 impianti biologici e 160 impianti chimico-fisici) tramite sopralluoghi e sistema di controllo da remoto (120 impianti di depurazione telecontrollati);
- approvazione dei Piani di Adeguamento ex L. 192/04 in sede di conferenza dei servizi;
- georeferenziazione di tutti gli scarichi all’interno della conterminazione lagunare;
- attività dei propri laboratori di analisi di Venezia e Voltabarozzo (PD);
- verifica delle caratteristiche qualitative dei reflui scaricati in laguna rispetto ai limiti di legge (1.200 campioni/anno, 85.000 parametri/anno);
- esecuzione di monitoraggi dello stato chimico delle acque lagunari e per la classificazione dei corpi idrici lagunari ai sensi della Direttiva 2000/60/CE;
- monitoraggio in continuo della qualità delle acque della laguna tramite dieci stazioni fisse (12.000.000 dati/anno, rete Samanet, unica in Europa per dimensione e importanza);


3. tali attività sono iniziate nel 1988, con l’ausilio di personale tecnico assunto dall'allora Magistrato alle Acque con contratto di diritto privato e successivamente entrato in ruolo nel 1994; sono proseguite poi, a partire dal 1996, in “sinergia” con un gruppo di lavoro composto da ventidue unità esterne, impiegate presso l’ufficio amministrativo e il laboratorio di analisi di Venezia, San Polo 737 e il laboratorio di Padova con sede a Voltabarozzo, Via Asconio Pediano n°9;


4. su incarico del Provveditorato, il concessionario unico Consorzio Venezia Nuova (CVN) ha reclutato progressivamente, a partire dal 1996, ventidue unità con contratti di collaborazione a progetto o di consulenza; consulenze e collaborazioni da sempre eseguite con continuità presso le strutture del Provveditorato. Nel 2007 tale personale viene assunto con contratto a tempo indeterminato dalla società Thetis S.p.A., che opera per conto del Consorzio Venezia Nuova, per garantire continuità e stabilità alle attività istituzionali dell’Ufficio Antinquinamento presso le strutture del Provveditorato;


5. oggi il Provveditorato finanzia le strutture e le retribuzioni del personale avvalendosi di fondi previsti in opportune perizie di esercizio di durata annuale, approvate dal Comitato Tecnico Amministrativo, nelle quali sono indicate le figure professionali richieste per l’adempimento delle singole mansioni. Il CVN stipula a sua volta un contratto annuale con Thetis S.p.A. (l’ultimo, con scadenza 31.12.2016);

considerato che


6. attualmente, il personale in forza all’Ufficio Antinquinamento risulta costituito da un dirigente, che peraltro svolge numerose altre attività istituzionali del Provveditorato, cinque funzionari tecnici della Pubblica Amministrazione e ventidue unità di personale esterno con un perimetro di competenze professionali molto particolare, difficilmente reperibili allo stesso livello sul mercato, perché acquisite con l'esperienza fatta dal 1996 ad oggi, a stretto contatto sia con le istituzioni e gli enti preposti al governo delle acque lagunari, sia con i soggetti attuatori. Tale personale nel corso degli anni ha maturato conoscenze specifiche per adempiere all’unicità dei compiti istituzionali affidati all’Ente. Nell’eventualità in cui l’apporto di tali professionalità venisse meno, si rischierebbe un blocco non solo della sorveglianza e del controllo sugli scarichi in laguna, mettendo a repentaglio in modo grave la tutela della salute pubblica e dell’ecosistema, ma anche il blocco dell’iter amministrativo per il rilascio di nuove autorizzazioni allo scarico, con il conseguente rischio di paralisi per le attività produttive nell’ambito del territorio lagunare;


7. con lettera del 04.12.2015, il Provveditorato comunicava al Consorzio Venezia Nuova il proposito di non procedere al rinnovo della concessione per l'anno 2017. Conseguentemente, il Consorzio Venezia Nuova, “in sedi diverse e reiteratamente”, ha reso noto a Thetis S.p.A. “l'irrevocabile intento di non rinnovare per l'anno 2017 il contratto di fornitura di servizi, di monitoraggio ambientale e campionamento della laguna di Venezia”;

 

8. il 30 giugno scorso, a causa dell'eccedenza di personale determinata dalle suddette decisioni, Thetis S.p.A. ha comunicato l'avvio di una procedura di licenziamento collettivo per riduzione del personale, ai sensi della legge n. 223 del 23 luglio 1991, e s.m.i., riguardante i 22 lavoratori in forza presso le sedi operative di Venezia e Padova (è proprio il personale dedicato a svolgere le attività dell’Ufficio Antinquinamento);


9. la riforma contenuta nel D.L. 24 giugno 2014, n.90, come convertito dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, all'articolo 18, comma 3, si inserisce in un quadro giuridico e organizzativo che, a parere dello scrivente, ne rende l'attuazione quanto meno problematica: da un lato, tutta la disciplina circa la specialità di Venezia si impernia sul principio dell'esclusiva competenza dello Stato sulla generalità delle materie che la interessano, e ha storicamente visto proprio nel Magistrato alle Acque il riferimento più importante per l'articolazione della specialità stessa; altrettanto incentrata su un piano di coordinamento tra funzioni, di carattere prettamente statale, si può definire l'impostazione da cui, nel 1907, nacque la figura istituzionale del Magistrato alle Acque nella sua forma moderna, impostazione poi rafforzatasi con la previsione di cui agli articoli 9 e 32 della Costituzione e, più di recente, confermata dal rinnovato articolo 117; d'altro canto, come già argomentato altrove, la riorganizzazione richiesta dallo scorporo di funzioni e risorse, umane e strumentali, tra Provveditorato e Città metropolitana, rischia quasi certamente di determinare una fase di incertezza che, specie in pendenza del completamento e collaudo finale dell'opera MOSE, potrebbe minare gravemente l'efficacia operativa di entrambe le amministrazioni nelle attività finora svolte dal Provveditorato e dall'ex Magistrato alle Acque;


10. il citato D.L. n. 90/2014, sempre all'articolo 18, comma 3, dispone tra l'altro: “con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro il 31 marzo 2015 su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e s.m., sono individuate le funzioni già esercitate dal citato magistrato delle acque da trasferire alla città metropolitana di Venezia, in materia di salvaguardia e di risanamento della città di Venezia e dell'ambiente lagunare, di polizia lagunare e di organizzazione della vigilanza lagunare, nonché di tutela dall'inquinamento delle acque. Con il medesimo decreto sono individuate, altresì, le risorse umane, finanziarie e strumentali da assegnare alla stessa città metropolitana in relazione alle funzioni trasferite”;


11. appare estremamente verosimile che le determinazioni assunte dal Provveditorato, e conseguentemente trasmesse a Thetis S.p.A. dal Consorzio Venezia Nuova, siano state assunte nell'ambito di una pianificazione ispirata dalla consapevolezza del trasferimento di funzioni previsto dal citato D.L. n. 90/2014, e dall'aspettativa che il quadro regolatorio sulla base del quale la città metropolitana avrebbe potuto organizzare le risorse umane e strumentali per adempiere a tali funzioni, da adottare entro il 31.03.2015, sarebbe stato a essa noto perlomeno nei primi mesi del 2016, consentendole di attuare le azioni necessarie con un margine di anticipo congruo;


12. tuttavia il termine sopra indicato è trascorso da quasi 16 mesi senza che il Decreto del Presidente del Consiglio in parola sia stato a tutt'oggi adottato.
Articoli di stampa locale (Il Gazzettino – Venezia Mestre, 16/7/2016, pag. 8) riportano indiscrezioni secondo cui un primo schema di decreto, circolato tra le parti, avrebbe evidenziato una lacuna nella parte relativa alla dotazione dei fondi con cui fare fronte ai compiti trasferiti, imponendo quindi una revisione che ha richiesto ulteriore tempo.
Risulterebbe altresì che il Provveditorato abbia fornito al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un elenco dettagliato dei capitoli di spesa che dovranno andare in carico alla città metropolitana, con indicazione delle corrispondenti competenze, le quali comprenderanno, oltre alle funzioni già storicamente svolte, anche quelle relative al completamento e alla (già necessaria) manutenzione del MOSE. Risulterebbe infine, secondo l'articolo citato, che nella attuale bozza di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di cui è prevista la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale nei tempi più celeri, si indichi che, per svolgere tutta la mole di lavoro prevista, “si dovrà assorbire in toto il personale che di questi argomenti si occupa da anni, anche se non direttamente dipendente del Provveditorato

premesso e considerato tutto quanto sopra,
si interpella l’assessore competente e la Giunta:


1) per sapere se sia, innanzitutto, a conoscenza dei fatti descritti in premessa, e in particolare se non ritenga che il grave ritardo nell'adozione del D.P.C.M. previsto dall'articolo 18 del D.L. n.90/2014 sia alla base di una rischiosa situazione di incertezza circa il reperimento e inquadramento delle risorse umane indispensabili per svolgere le delicate funzioni per le quali è stato finora determinante l'apporto delle ventidue unità applicate da Thetis S.p.A. nell'ambito del contratto di fornitura di servizi, di monitoraggio ambientale e campionamento delle acque lagunari di Venezia affidatole dal Consorzio Venezia Nuova;


2) per conoscere quali azioni concrete di moral suasion il Sindaco e la Giunta stiano ponendo in essere per la risoluzione della questione e, nel concreto, per assicurare l’opportuna continuità delle attività dell'Ufficio Antinquinamento, le quali incidono profondamente sulla tutela ambientale e quindi su quella della salute del bacino coinvolto e che in alcuni casi, come per il rilascio di autorizzazioni e concessioni alle derivazioni di acqua lagunare e agli scarichi industriali, sono determinanti per il corretto prosieguo delle attività civili e produttive del nostro territorio.

 

Davide Scano

 
  1. Davide Scano
  2. Archivio atti
 
Pubblicata il 19-08-2016 ore 13:57
Ultima modifica 19-08-2016 ore 13:57
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