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Ordine del giorno nr. d'ordine odg_19

Seduta del 23-12-2015

nr. d'ordine seduta del espressione di voto mozione/i di riferimento
odg_19 23-12-2015 approvato
tabella votazione
123

 

 

Oggetto: "CHIMICA VERDE" A PORTO MARGHERA : Sindaco e Giunta si attivino con urgenza per far rispettare gli accordi sottoscritti con il MISE e con ENI sulla riconversione delle raffinerie, al fine di salvaguardare i posti di lavoro e l'ambiente.

 

Il Consiglio Comunale
 

Premesso che:
- Il 23 luglio 1917 venne sottoscritta a Roma, tra il Comune di Venezia, il Governo italiano ed il sindacato, la prima " Convenzione relativa alla concessione della costruzione del nuovo porto di Venezia in regione Marghera ed ai provvedimenti per la zona industriale e il quartiere urbano", quindi tra meno di due anni cadrà il centenario;

- secondo quanto emerge dal rapporto su “L’industria chimica in cifre” predisposto da Federchimica-Confindustria ed aggiornato al giugno 2015, l’Italia “è il terzo produttore chimico europeo dopo Germania e Francia e il decimo a livello mondiale. Per alcune produzioni della chimica fine e specialistica riveste posizioni anche più rilevanti”, grazie all’attività di circa 2800 imprese chimiche - il cui valore della produzione ammonta a circa 52 miliardi di euro - che generano occupazione diretta per 109 mila unità ed occupazione complessiva per oltre 350 mila unità, con una quota di addetti dedicati alla R&S (4,2%) “decisamente superiore alla media manifatturiera (2,6%)” e con un valore aggiunto per occupato “superiore di circa il 60% alla media manifatturiera”;

- inoltre, “(…) la chimica, dopo la farmaceutica, è il settore italiano con la più elevata incidenza di imprese esportatrici (54%) (…)” e “(…)da diversi anni si evidenziano avanzi significativi e crescenti nella chimica fine e specialistica (2,5 miliardi di euro nel 2014) (…)”, risultato anche di “un posizionamento avanzato in termini di internazionalizzazione produttiva (…)” e della centralità di ricerca e innovazione in un settore che presenta “(…)la quota più elevata di imprese innovative in Italia (71%)” ed una “(…) diffusione dell’attività di R&S (42%) più che doppia della media manifatturiera (19%) in quanto nella chimica la ricerca non coinvolge solo i grandi gruppi ma anche tante PMI”, facendo così registrare investimenti in R&S di circa 480 milioni di euro (oltre il 5% del valore aggiunto) e spesa complessiva in innovazione prossima ai 700 milioni di euro (circa l’8% del valore aggiunto), con un posizionamento al primo posto (insieme alla farmaceutica) tra i diversi settori industriali “(…) per quota di imprese che hanno investito in tecnologie e prodotti a favore della sostenibilità ambientale tra il 2008 e il 2014(…)”;

- il porto industriale di Marghera, nell’ultimo decennio, ha subito un progressivo calo di importanza in termini di traffico e di forza occupazionale principalmente a causa della gravissima crisi che ha investito tutti i settori produttivi dai poli dell’alluminio, dei fertilizzanti e delle partecipazioni statali;

- il traffico attuale è meno della metà di quello sviluppato negli anni settanta e gli occupati sono passati da 35.000 a non più di 5.000 unità;

Considerato che:

a) si ritiene necessario nel porto industriale di Marghera si insedino attività produttive che necessitano di traffici marittimi sviluppati con navi di medio tonnellaggio;

b) gli insediamenti produttivi abbiano sede a Porto Marghera affinché apportino benefici economici e finanziari al territorio Veneto permettendo di costruire una vasta rete industriale integrata con il territorio circostante;

- Versalis S.p.A., azienda controllata di ENI, è la più grande società chimica italiana;

- risale allo scorso 30 ottobre, l’incontro tra l’amministratore delegato di ENI e i segretari generali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil nel corso del quale, come riportato nel comunicato stampa diffuso dalle Organizzazioni Sindacali, è stata illustrata la riorganizzazione di ENI e sono stati confermati “(…) contatti con Fondi internazionali con i quali ENI sta negoziando la cessione di quote di Versalis. Inoltre è stato rappresentato come il tema della salvaguardia dell’occupazione e dell’attuale piano industriale di Versalis siano per Eni due condizioni indispensabili ai fini di scegliere il partner. In ogni caso l’Eni manterrà una quota di garanzia all’interno di Versalis e dunque non si tratterebbe di una cessione totale della propria società chimica. (…)Su questo punto abbiamo espresso le nostre perplessità in ordine alle preoccupazioni sulla tenuta della filiera chimica in Italia e sul rischio che una ipotesi di cessione di quote, in una fase caratterizzata dal basso costo del petrolio, possa generare appetiti speculativi. (…)”;

- le preoccupazioni manifestate dalle Organizzazioni Sindacali concernenti Versalis S.p.A. muovono, dallo stato di attuazione del Piano industriale di ENI 2015-2018. Lo scorso 6 novembre, si è svolto, a Roma, il Coordinamento sindacale del Gruppo Eni e, in tale circostanza, i segretari generali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl ed Uiltec-Uil hanno così dichiarato: “(…) Il piano ENI esclude in prospettiva il paese ed alcune importanti filiere industriali - dall’estrazione, alla raffinazione, alla chimica - con il rischio concreto di un disimpegno ed un secco ridimensionamento (…)”; “(…) ENI, con il nuovo piano di riassetto, abbandona la chimica verde e la relega a fanalino di coda dell’Europa. Ancora una volta un’occasione perduta: si accumulano tagli nei processi di riconversione, insieme ad un abbandono di siti importanti come Porto Marghera, Porto Torres, Gela e alla stessa incertezza della prospettiva industriale di Saipem. Verranno azzerati in Italia gli investimenti previsti, mentre l’interesse dell’Eni sembra rivolto esclusivamente ai mercati internazionali. Ciò deprimerà le politiche di ricerca e innovazione che un grande campo come la chimica verde necessita nella competizione internazionale e nella acquisizione di quote di mercato (…).”.

Rilevato che

- la questione del ruolo di Eni nella filiera chimica italiana, e il tema della continuità della presenza pubblica in Eni, assumono rilevanza anche per quanto concerne gli investimenti per gli interventi di bonifica e caratterizzazione delle aree industriali più importanti del Paese, come quella di Porto Marghera;

- ENI infatti, attraverso la controllata Syndial (società specializzata nel campo del risanamento ambientale), detiene un ruolo fondamentale anche a Porto Marghera per il rilancio dell’attrattività dei siti industriali, in particolare ai fini dell’allocazione di nuove attività produttive nel settore della chimica verde;

- inoltre, come già affermato, l’industria chimica è l’ambito in cui per eccellenza si sviluppano la ricerca, la sperimentazione, e l’innovazione, perciò dare linfa vitale a questo settore significa consentire a molti giovani, anche veneti, di restare nelle terre d’origine, senza dover lasciare il Paese per mettere le proprie competenze e potenzialità a disposizione di altri Stati che le sappiano valorizzare.

Considerato inoltre che

- in data 14 novembre 2014, è stato stipulato un “Protocollo d’Intesa per Porto Marghera” tra il Ministero dello Sviluppo Economico, la Regione Veneto, il Comune di Venezia, la Provincia di Venezia, l’Autorità Portuale, ENI e Versalis S.p.A., avente ad oggetto l’arresto dell’impianto “Cracking” e una nuova iniziativa di investimento per un impianto di biocarburanti da fonti rinnovabili (la cosiddetta chimica verde). Detto accordo, se rispettato, garantirà la salvaguardia dei livelli occupazionali e una prospettiva produttiva in direzione di produzioni per il futuro;

- in sinergia con quanto prevede l’accordo sopraccitato, il progetto di riconversione verso la chimica verde di Porto Marghera prevede una fase denominata “Green Refinery”, che consiste nell’eliminazione del greggio dalle raffinerie e nella sua sostituzione con materie prime come oli vegetali e biomasse; risulta che questa fase, che ora dovrebbe essere ad uno stadio avanzato, sia a tutt’oggi ferma, andando a compromettere pesantemente tutta la tempistica del piano di riconversione.

- in questi giorni si fanno sempre più forti le voci di trattative in corso tra il Gruppo ENI e un fondo finanziario Americano di proprietà Iraniana (Sk Capital skcapitalpartners) il più vicino a concludere la trattativa con il gruppo Eni per l'acquisto del 70% delle quote della società chimica Versalis e che riguarderebbero anche gli stabilimenti e aree di Porto Marghera.

- il Governo ha convocato per il 12 gennaio 2016 un incontro con Eni per valutare la situazione e la credibilità delle proposte economiche giunte per l’acquisizione delle quote di Versalis spa

Tutto ciò premesso,

Impegna il Sindaco e la Giunta a

- Farsi parte attiva presso il Governo rivendicando il rispetto degli accordi sottoscritti, in particolare nella garanzia degli investimenti previsti.

- Coordinarsi con la Regione Veneto e i Sindaci delle Città del quadrilatero padano ( Ravenna, Mantova, Ferrara ) per un’azione congiunta nei confronti dell' ENI e del Governo al fine di garantire le prospettive di lavoro nella nostra città;

- ad intervenire presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché presieda l’incontro con Eni considerata l’importanza della trattativa in corso;

- A relazionare al Consiglio Comunale sulle azioni intraprese.

 

 
 
A cura della Segreteria della Presidenza del Consiglio comunale
Pubblicato il 28-12-2015 ore 16:24
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